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    Cosenza: domani Premio Grinzane Cavour

    Istituito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania e dal Premio Grinzane Cavour per riconoscere i meriti di quanti hanno contribuito all’approfondimento e alla conoscenza delle culture mediterranee, la seconda edizione del ”Premio Fondazione Carical Grinzane Cavour per la Cultura Euromediterranea” si svolge domani, 14 ottobre, a partire dalle ore 17.30, al Teatro Rendano di Cosenza. Presenta l’inviato del TG1, Franco Di Mare. Sono il dialogo tra i popoli, il confronto tra culture diverse e la valorizzazione delle differenze tra i paesi del Mediterraneo i principi ispiratori del Premio. A rappresentare questi valori di tolleranza e comunione saranno, tra gli altri, i dieci giovani protagonisti dello spettacolo ”Un anno per la comunita”’ di Angelica Edna Calo’ Livne’, che apre la manifestazione. Promosso dalla Fondazione Beresheet LaShalom, porta in scena l’esperienza comune di un gruppo di ragazzi musulmani, cattolici, atei, drusi e circassi che, attraverso il linguaggio dei gesti e della musica, si fanno portavoce di un profondo messaggio di pace. Segue l’incontro ”Mediterraneo, pianeta donna”. Nell’area mediterranea dove forte e’ il rischio che i fondamentalismi possano prevaricare il dialogo e la comprensione, qual e’ il ruolo della donna quale portatrice di ideali di pace, che tengano conto del rispetto della vita umana e della diffusione dei valori di democrazia e tolleranza? Non e’ un caso che proprio dalle donne siano partite dall’Africa alla Cecenia, da Israele al Sud America, le prime iniziative di pace. E proprio dalla loro esperienza le donne hanno saputo trovare una voce per diffondere un messaggio di dialogo e comprensione tra i popoli. All’incontro partecipano la scrittrice iraniana Marina Nemat, l’autrice albanese Elvira Dones, l’israeliana Angelica Calo’ Livne’, l’inviata Giuliana Sgrena e l’ambasciatrice di pace principessa India d’Afghanistan. Insieme queste donne, diverse per nazionalita’ e per mestiere (scrittrici, ambasciatrici, giornaliste, artiste) testimonieranno attraverso le loro esperienze di vita quotidiana possibili percorsi culturali, politici ed esistenziali per creare quegli equilibri, oggi indispensabili, per un futuro di pace. Un futuro che racconti in tante lingue, il rispetto dell’individuo, al di la’ del genere, della religione e dell’appartenenza culturale. Un mondo nel segno del rispetto e della tolleranza. (asca)