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    L'angolo franco. "Ho visto cose che…"

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    di Franco Arcidiaco –
    In queste due ultime settimane, i miei occhi hanno visto cose che voi Strilloni non potete nemmeno immaginare; ho visto il valoroso consigliere comunale Massimo Canale travestirsi da cowboy in una conferenza stampa per sbeffeggiare

     il sindaco Scopelliti sull’argomento sicurezza, e mi sono di conseguenza reso conto del perché la Sinistra (o quel che ne rimane) non vincerà mai più le elezioni. Massimo Canale ha spiegato, urbi et orbi, che, per essere di Sinistra, bisogna auspicare che le città si trasformino in una sorta di Corte dei Miracoli in cui ogni tipo di illegalità sia “democraticamente” consentita: dall’accattonaggio minorile, alla prostituzione stradale; dall’imbrattamento di muri e monumenti all’occupazione selvaggia del suolo pubblico; dalla sosta di camper o caravan in zone di divieto alla vendita presso i semafori di ogni genere di paccottiglia. Sulla gestione delle cacche dei cani, per fortuna, si è dichiarato possibilista, pare che l’utilizzo della paletta e del sacchetto sia in linea con gli indirizzi dottrinali del suo spirito guida, il Caro Leader Kim il Tripod. Se la nostra disperata città può avere qualche speranza di venir fuori dal degrado in cui è immersa, è solo grazie a una serie di interventi che solo la miopia ipocrita di qualche mestierante della politica può definire liberticidi. La libertà non è limitata dagli interventi per il rispetto della legalità, ma semmai dagli abusi che si perpetrano in suo nome; oggi più che mai Reggio ha un bisogno disperato di rientrare nei ranghi del vivere civile, c’è bisogno che venga ripristinata la legalità ad ogni livello, dalla sosta selvaggia al rispetto dell’ambiente e se per ottenere questo è necessario un giro di vite sulla sicurezza, non sarà certo la Sinistra, che in ogni parte del globo si erge a baluardo della civiltà, a doversi opporre.

    Ho visto poi il mio amico avvocato Aldo Porcelli, presidente di Reggio Futura, plaudire al nuovo look delle piazze reggine ed a quello che si prospetta per il Corso Garibaldi, arrivando addirittura a parlare di ritorno alla “Reggio bella e gentile”. Vacci piano, caro Aldo, attualmente siamo ancora al livello “Brutta e ‘nzivata” e, con questo andazzo, mi pare che il tuo auspicio sia destinato a rimanere nel libro dei sogni. Ma hai fatto una passeggiata dalle parti di Piazza Castello, Piazza Orange o la stessa Piazza Carmine per vedere come sono ridotte? Ma ci vogliamo rendere conto che senza l’ordinaria manutenzione, anche il più straordinario intervento è destinato a degradarsi in poco tempo? Ma lo sai che a Piazza Carmine nessuno ha ancora rimosso i cartelli provvisori del divieto di sosta, riguardanti il giorno dell’inaugurazione in cui è venuto il sottosegretario Mantovano? Lo sai che il pavimento della piazza è già invaso dalla sporcizia e le macchine sono parcheggiate quasi a ridosso delle panchine? Ma li hai visti i marciapiedi delle vie del centro letteralmente lastricati di cacca? Ma hai visto come hanno impiantato i nuovi lampioni a Sbarre e in che condizioni hanno lasciato le strade e i marciapiedi? Ma lo sai che i marciapiedi del Viale Calabria sono letteralmente divelti, invasi da sporcizia e rifiuti di ogni tipo, e questa me la chiami civiltà? Mi dirai che buona parte della colpa è dei cittadini incivili, non ho difficoltà ad ammetterlo, però stai certo che anche Zurigo o Ginevra cadrebbero nel degrado se non funzionassero i servizi primari.

    E, per finire, ho visto, in un convegno svoltosi a Villa San Giovanni, gli esperti dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) parlare dell’Area dello Stretto come un territorio a forte rischio di inondazione a causa di maremoti e frane sottomarine. Riguardo le misure da adottare si è parlato di: corretta pianificazione del territorio, attivazione dei sistemi di allerta e comunicazione del rischio alle popolazioni. Poi è stato anche ricordato che, nel 1908, il quartiere di Pellaro fu colpito da un’onda di 13 metri che è penetrata nell’entroterra per ben 600 metri. Nel convegno si sono susseguiti interventi dottissimi e circostanziati, ma a nessuno dei presenti è venuto in mente di sottolineare che la “corretta pianificazione del territorio” dalle nostre parti è una mera utopia e che, paradossalmente, si può realizzare solo nel caso che il temuto evento si verifichi spazzando via tutte le porcherie che in questi cento anni abbiamo piazzato sulle coste.

    Nel frattempo sulle rive di Pellaro, di cui sopra, sta sorgendo un mega Centro Commerciale e si parla insistentemente di costruire il Museo del Mare sulla riva dello stretto per ospitare tutti i più importanti reperti sottratti al mare, spinti probabilmente da un irrefrenabile desiderio recondito di restituirglieli.