• Home / RUBRICHE / Tribunale del malato / Tribunale del malato, revisione dell'invalidità civile: disagi per i cittadini

    Tribunale del malato, revisione dell'invalidità civile: disagi per i cittadini

    tribunaledelmalatologo

    L’ iter per il  riconoscimento dell’invalidità civile è diventata per i cittadini aventi diritto sempre, più una corsa ad ostacoli con paletti a volte assurdi posti dalla burocrazia e dallo scarso rispetto delle norme vigenti.

    Caso paradigmatico è ciò che sta accadendo per i soggetti che hanno avuto riconosciuto dalle Commissioni mediche delle ASL percentuali di invalidità che danno diritto all’erogazione di somme  economiche e  le visite di rivedibilità successivamente richieste dall’ INPS.
    Secondo quanto riferito da tantissimi cittadini che si sono rivolti agli sportelli del Tribunale per i Diritti del Malato, gli aventi diritto legalmente certificati da tempo e con patologie invalidanti e irreversibili vengono convocati dall’  INPS per una visita di revisione della stessa patologia.
    Diciamo subito che secondo quanto stabilito dalla legge n.80 del 9 marzo 2006, in particolare, l’art. 6 comma 3 fa riferimento alle visite di rivedibilità o controllo e prevede che i cittadini a cui è stato riconosciuta l’indennità di accompagnamento o di comunicazione e siano affetti da patologie o menomazioni ingravescenti o stabilizzate, non devono essere più sottoposti a visita di accertamento e revisione. Tra queste menomazioni ingravescenti vengono riconosciute dodici patologie, rispetto alle quali viene posta l’esenzione totale alle visite di controllo.
    Di fatto però, i cittadini che sono già stati dichiarati beneficiari delle somme previste e affetti da una o più patologie comprese nella lista ministeriale di cui sopra, non solo vengono richiamati nuovamente a visita medica presso le sedi INPS  quel che è peggio, viene loro sospesa  la concessione dei benefici economici data dalla loro percentuale e grado d’invalidità e constata al momento della prima visita.
    Inoltre, al danno si aggiunge la beffa, chi viene convocato per la visita di rivedibilità, spesso vede contestata la precedente documentazione attestante l’invalidità, ritenuta dall’ INPS “troppo vecchia” e viene chiesto all’utente, che ricordiamolo per patologia rientrerebbe nelle dodici esenti da visita  di revisione, di espletare nuovamente la visita presso una struttura ospedaliera o ASP territoriale con conseguente dilatarsi a dismisura dei tempi d’attesa.

    Se da un lato non si può non fare un plauso per i controlli che vengono fatti dall’ INPS per arginare
    il cosiddetto fenomeno dei “falsi invalidi”, dall’ altro gli stessi controlli devono essere effettuati con criterio e metodo e non in maniera “random” senza tener conto del percorso normativo vigente e sopratutto delle patologie che affliggono il singolo cittadino.
    Cittadinanzattiva- Tribunale per i Diritti del Malato Calabria vuole ricordare come molto spesso l’iter  per queste visite di revisione, che come abbiamo visto a volte non dovute, sia spesso lungo; cosa che pregiudica non solo l’aspetto economico di chi realmente vive con un handicap ma anche le prospettive di cura.