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Relazione: il delicatissimo vulnus delle politiche sociali

15 Ottobre 2012
in Storie
Tempo di lettura: 4 minuti
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palazzosangiorgio3

“Alla luce della rilevanza delle risorse finanziarie gestite dal Settore Politiche sociali, la criminalità organizzata locale ha dimostrato, nel tempo, di nutrire forti interessi nello specifico comparto” è scritto

nella relazione della Commissione di accesso.

 

Sono state numerose, in queste ore le precisazioni e le prese di distanza pervenute da alcune realtà operanti sul territorio e, dunque, cerchiamo di fare il punto su quanto scritto nella relazione della Commissione con riferimento al delicatissimo settore.
Non è ovviamente sfuggito alla Commissione d’accesso che “alcune famiglie criminali, attraverso la costituzione di associazioni o cooperative, spesso intestate ad anonimi prestanomi, abbiano ricevuto l’affidamento di alcuni servizi di carattere sociale finanziati dall’Ente”. I tre Commissari nell’affermare ciò si rifanno alle recenti indagini che hanno più da vicino riguardato il settore definendo ancor più inquietante, la circostanza che, i casi individuati, abbiano avuto ad oggetto lo svolgimento di funzioni assistenziali rivolte ai ragazzi: “nel caso di specie, la gestione dei centri ricreativi estivi per minori (Cres) e dei centri ricreativi balneari per minori (Cem) del Comune di Reggio Calabria per il periodo 16 giugno 2008- 31 luglio 2008”.
Non solo, la terna che ha frequentato gli uffici di Palazzo San Giorgio si avvale anche delle considerazioni che l’ultima relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia del dicembre 2011, dedica all’ambito reggino, e in cui si può leggere come si sia individuato “il particolare interesse manifestato dalle organizzazioni criminali al mondo delle associazioni no-profit, in realtà strumentalizzate per la realizzazione di cospicui guadagni realizzati attraverso l’accaparramento di risorse pubbliche”.
D’altra parte il settore delle Politiche sociali, guidato dalla dirigente Carmela Stracuzza, in ragione della rilevanza delle funzioni svolte (si struttura su nove distinti servizi) assorbe una notevole quota delle risorse finanziarie a disposizione dell’Ente. In particolare si è calcolato che nel periodo tra gennaio 2011 e febbraio 2012, “risultano impegnati, con determinazioni dirigenziali ben 10.468.000,00 di euro a fronte dei 56.546.863,00 di euro complessivamente impegnati dall’Ente nel periodo”. Con una incidenza pari al 18,51%.
La Commissione cita, avvalendosi degli elementi raccolti dalla Direzione distrettuale antimafia nel procedimento “Alta tensione”, alcuni estratti dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nell’ottobre del 2010 a carico di diversi soggetti. Si parla di un settore che dà accesso a notevoli risorse economiche e si traccia anche l’iter attraverso il quale si aggirano i rituali controlli sulle compagini affidatarie: “[…] Costoro – si legge in quell’ordinanza – per il tramite di associazioni a loro riconducibili, e perciò indirettamente, e sempre valendosi della possibilità di appianare qualunque difficoltà di tipo amministrativo gestionale o personale grazie al ricorso ai consueti e generalmente temuti punti di riferimento in ambito associativo (nella fattispecie si parla della cosca “Caridi –Borghetto – Zindato”) conseguivano il risultato di aggiudicarsi la gestione di alcuni di detti centri, aggirando en souplesse anche alcuni dei del disciplinare licenziato dal Settore Politiche Sociali del Comune di Reggio Calabria”.
Insomma, annotano i Commissari, l’interesse della criminalità organizzata nell’intercettare i flussi di finanziamento che coinvolgono il Settore, risulta agevolato dalla particolare facilità con la quale è possibile, nei fatti, gestire associazioni o cooperative sociali per il tramite di soggetti prestanome. Tali forme di organizzazione sociale, peraltro, in ragione della loro snella struttura organizzati va, si prestano agevolmente agli appetiti criminali delle cosche di ‘ndrangheta atteso che, in questo senso, l’unico elemento di trasparenza verso l’esterno è dato dal nominativo del legale rappresentante. Quest’ultimo, nella quasi totalità dei casi, risulta immune da pregiudizi penali o di polizia. Tuttavia, proprio le indagini sopra richiamate hanno evidenziato come sovente, il vero potere gestorio in tali associazioni sia riservato a soggetti di ben diverso spessore criminale”.
Di seguito le associazioni, beneficiarie di affidamenti da parte dell’Ente, all’interno delle quali il Gruppo di supporto ai Commissari ha registrato la presenza di soggetti vicini ad ambiti criminali:
•    Cooperativa “Libero Nocera” (4 affidamenti);
•    Consorzio Sanitel “Ge.Ass.” (3 affidamenti);
•    “Cooperativa Itaca” (2 affidamenti);
•    “Associazione 360°” (2 affidamenti);
•    “Cooperativa Skinner” (3 affidamenti);
•    “Cooperativa Happy days” (1 affidamento).

Il caso del Consorzio “Terre del sole”
Infine, in merito alle risultanze emerse dall’esame degli affidamenti concessi dal Comune in favore di soggetti del Terzo settore, “si ritiene di evidenziare – si legge nella relazione – quanto rilevato dal Gruppo di supporto in ordine ad un affidamento effettuato dal Settore Risorse Europee e Nazionali. Infatti, con determinazione n.768 del 2011, l’Ente ha provveduto ad affidare al Consorzio “Terre del sole” la gestione del parco di Ecolandia, riconoscendo per tale gestione una somma pari a 135 mila euro, per tutta la durata dell’affidamento pari a nove mensilità” (ma questo punto, secondo la nota diffusa dai diretti interessati, è errato, trattandosi, viceversa, di somme che entrano e non escono nelle casse del Comune). Il Consorzio risulta costituito da diversi soggetti giuridici. I Commissari segnalano la Cooperativa sociale “La casa di Myriam”; la Cooperative sociale 2Giovani in vita”; la Società cooperativa “Rinascita”; la Cooperativa sociale “La sentinella”; la Cooperativa sociale “Argàzo Ismìa”; la Piccola Società Cooperativa a R.L. “Europa ‘93”; La Cooperativa sociale “La casa del sole”; la Cooperativa sociale “Il sorriso”; la Cooperativa sociale “Un salto nella luce”; la Cooperativa sociale “Futura”; E LA Cooperativa sociale “Nuova speranza”.
I Commissari fanno notare che il fatto che ad alcune cooperative consorziate risultino far parte in qualità di soci soggetti gravati da vicende penali per gravi reati nonché ritenuti contigui ad organizzazioni criminali, “fa ritenere che il Consorzio “Terre del sole” possa subire le ingerenze delle cosche di ‘ndrangheta presenti nel territorio della provincia reggina e pertanto subire condizionamenti nelle scelte e negli indirizzi”.

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