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L’ombra della mafia nel campo di calcio. La denuncia di Don Ciotti e l’impegno del procuratore Grasso

19 Luglio 2010
in Storie
Tempo di lettura: 2 minuti
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calciogeneral
di Anna Foti – Cominciava dalla Calabria, da Gioia Tauro, tre anni orsono, l’indignazione del mondo del calcio pulito in ragione dell’ombra della mafia

 anche nella dimensione delle lingue di cuoio cucite a sfera più popolari. Un campo di calcio confiscato cinque anni prima e mai ancora utilizzato perché “loro non volevano”; “il segno dell’ingresso dei clan nei piccoli club della piana della provincia di Reggio Calabria per controllare il territorio attraverso una squadra di calcio, avvolta in una rassicurante visibilità che garantiva e garantisce il lavaggio di denaro di provenienza illecita”. Arriva forte, infatti, la denuncia di Don Ciotti, presidente di Libera e agguerrito giocatore da ragazzo, che parla di “un’infiltrazione nelle società sportive pari al 20%”, tutta da verificare secondo il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, tifoso del Palermo ed ex mediano incontrista. “Che sia la criminalità Mafiosa ad avere in ostaggio alcune società calcistiche – afferma il procuratore Grasso – è tutto da dimostrare. Se così fosse, riciclerebbe in perdita – incalza – la mafia pratica infatti investimenti molto più redditizi e produttivi”. Nel contempo è lo stesso procuratore ad assicurare maggiore vigilanza in collaborazione con la Federazione Italiana Gioco Calcio, anche perché la mafia non resta certo a guardare nel grande mercato.

Un gioco sì, ma dove sono in ballo affari ingenti, ghiotti e appetibili: trattative, ingaggi, sponsor che crescono in proporzione alla popolarità. Ebbene il calcio, emblema appassionato di ribellione, di sogni, di riscatto, di sfida alla fatica metafora delle inevitabili insidie della vita, ma anche, innegabilmente, mercato dove circolano ingenti flussi di denaro, non rimane fuori dagli interessi del crimine organizzato di larga e piccola scala, non si salva dal rischio di corruzione e riciclaggio, dalla contaminazione del denaro sporco ormai entrato anche nei suoi circuiti, come attestato dagli ultimi rapporti OCSE Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa). Dunque bene vigilare affinchè si possa continuare a giocare, a tifare, ad emozionare e ad emozionarsi, ma liberi e senza foraggiare il crimine.

 

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