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    La vera odissea sullo Stretto

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    di Antonino Vitetta e Corrado Rindone* – L’unico modo di far leggere un libro a Totò è farglielo ascoltare tramite la mia voce. Sono alla pagina 28 del libro “Cristiani di Allah” di Massimo Carlotto: “…. li avevamo scelti con attenzione, … sulle marine della costa calabrese.

    Capitava di vedere dei fuochi e gente che si sbracciava per attirare l’attenzione delle navi corsare. Con la complicità dei cavalieri e delle guardie delle torri che fingevano di non aver avvistato i nostri legni, piccoli gruppi di giovani supplicavano di essere portati in Barberia per farsi Turchi. Non era solo la fame a spingerli, ma il fatto che ad Algeri, a Cherchell, a Tunisi e in ogni altra città corsara il destino non era deciso dalla nascita ma dalla fortuna, dal coraggio e dal valore di ognuno”.

    Totò:  “Fermati! Ormai tutti parlano di Reggio. Non bastavano Fuxia e le Iene?”.

    Io: “Fuksas…, Totò, fucsia è il colore…! Il libro parla di noi calabresi nel lontano 1500”.

    Totò: “Anche 500 anni fa i calabresi emigravano? Allora in 500 anni è cambiata solo la direzione dell’emigrazione: prima si andava a sud del Mediterraneo, dopo verso le Americhe, ora si va a nord! Ma quindi la mia famiglia è tra le poche che non si è mai spostata? Ecco perché non ho voglia di andare in nessun posto….! Per me, l’aeroporto, il porto e la stazione le possono abbattere. A Riggiu non funziona nenti da almeno 500 anni!”

    Io: “In quello che ti ho letto non si parla solo di emigrazione e mobilità di persone; si parla di complicità dei controllori, di avanzamenti di carriera clientelari, ma soprattutto di come si viaggiava per affrontare lunghi viaggi: si utilizzavano galere, che non sono carceri come eri pronto a ribattere subito tu….!“.

    Totòs: “È un po’ di tempo che ti sei fissato con pirati e corsari…io mi ricordo solo il corsaro nero: quello che viaggiava su un cavallo di nome Furia ed era di Bovalinos”.

    Io: “Ma cosa c’entra? Stai facendo una confusione incredibile: quello che dici tu si chiamava Don Diego, in battaglia, ‘Zorro’, il cavallo non si chiamava Furia e viveva nella parte del Messico che oggi è in California!”

    Totò: “Mi sembra che per partire da Reggio è sempre stata un’odissea, fin dai tempi di Adamo ed Eva! A Riggiu non funzionau mai nenti soprattutto nei trasporti! …. Facciamoci una passiata in città, ma non mi proporre di andare a Messina. Basta con lo Stretto. Io vado a Messina dopo del ponte. Io non sono Ulisse!”.

    Io: “Va bene. Allora, se andiamo dopo del ponte, aspettiamo il 9 dicembre.”

    Totò “Oggi prendiamo un autobus, c’è un mio amico autista, Don Mimmo, sensibile ai nostri problemi: tu che non cammini bene ed io che non vedo. Se telefono cambia il percorso del bus, mi avverte cinque minuti prima di passare e ci ferma l’autobus sotto casa mia”.

    Io:”Da quanto tempo funziona il servizio flessibile a chiamata anche a Reggio?”

    Totòs: “Non hai capito niente: Don Mimmos è un compagneros, un messicano ra Catuna!”

    Totò telefona e dopo dieci minuti siamo già a bordo del bus, giusto il tempo di prendere il primo libro che mi capita e metterlo in tasca. Siamo in buona compagnia: portoghesi, lanzichenecchi, cittadini del Gran Ducato di Sbarre e della Repubblica di Santa Caterina, uno che si legge TEX, padre Carnazza con un candeliere, Paco Pegna, Soto Major, …  e la solita simpatica signorina accanto all’autista che si fa guardare con occhi viziosi da tutti, compreso l’autista. Mi avvicino a Don Mimmo e gli chiedo se l’azienda realizza indagini statistiche per valutare la regolarità del servizio.

    Don Mimmo, con un sorrisetto sulle labbra: ”Dieci anni fa quelli dell’università hanno coinvolto tutti noi autisti. Ma come potevamo fare l’indagine? Lo dovevamo sapere almeno una settimana prima, in modo che ognuno poteva dire ‘Mi tocca, non Mi tocca’. E dopo …”.

    Totò: “Rallenta, rallenta! Non parlare. Ci sono i vigili. É vietato ALL’AUTISTA PARLARE”.

    Ios: “È vietato PARLARE ALL’AUTISTA, quindi sei tu in errore, non Don Mimmos”.

    Totò: “Stanno facendo multe a tutti: quello che ha parcheggiato in terza fila dentro la corsia preferenziale; quello che parla con due cellulari, contemporaneamente; quello che ha parcheggiato sul corso Garibaldi; quello che blocca il traffico per raccontare tutta la sua vita ad un amico che incontra tutti i giorni; quello che si vanta di avere comprato una macchina di seconda mano ma, ‘l’aiva nu mericu’; quello che …. Mi sono perso…questa era l’animal parade. A Reggiu non funziona nenti! Non è così per il comandante svedese dei vigili: Alfredson Stevensons. E’ uno tosto!”

    Io: ”Alfredson è un giocatore svedese della Reggina! Stevenson è quello che voleva mandare tutti a scuola. Stephenson è stato il padre delle ferrovie a vapore britanniche. Non finisci mai di fare confusione con i nomi. Se non ci credi, chiedi all’esperto di calcio, il giornalaio Giusva. Ora si mette pure a fare lezione all’Università insieme a Raf, non il cantante ma il fotografo”.

    Totò: “A Riggiu non funziona nenti! Le stesse persone fanno tutto, …e come suggerisce il fotografo, quasi tutti si chiamano Peppi.”

    Io: “Non è vero! Le competenze sono ben distinte in ogni settore. Per esempio: la competenza per questo viaggio in autobus, che è un servizio di trasporto collettivo locale, è della Regione. L’azienda realizza il servizio ricevendo un corrispettivo dalla Regione”.

    Totò: “Per fare questo viaggio, come lo chiami tu, li pagano anche? E allora ho fatto bene a non pagare il biglietto”.

    Io: “Il biglietto si deve pagare. Il prezzo del biglietto copre solo una piccola parte di quanto costa realmente il servizio. Solo la parte rimanente la paga la Regione”.

    Totò: “Allora anche le ‘crociere’ sugli aliscafi nello Stretto, quando decidono di farle partire, le paga la Regione?”

    Io: “Smettila di fare confusione: queste sono cose serie! I servizi veloci sullo Stretto sono analoghi al servizio ferroviario Reggio – Roma. Sono servizi nazionali. Per realizzarli basta un’autorizzazione”.

    Totò: “ Senti, tu sarai esperto, ma mi sa che questa volta hai sbagliato: ma se hanno fatto un bando di 30 milioni di euro per fare una metropolitana dentro il mare? Lo avevi detto tu nel primo viaggio che abbiamo fatto sullo Stretto. Secondo me questa metropolitana nel mare è la solita fregatura: dovrebbe iniziare il 1 gennaio 2009. Faranno certamente in tempo a mettere le ruote negli aliscafi ma non riusciranno mai a mettere i binari sott’acqua, e non hanno ancora assunto nessuno che sa remare…. Perchè non presentiamo un curriculum in carta bollata, dove ci dichiariamo PER…”

    Io: “PER…cosa?”

    Totò: “Pirati Esperti Rematori?”.

    Io: “Non vale neanche la pena di commentare queste tue ultime frasi…. Ti spiego. In Italia ci sono due tipologie di servizi pubblici di trasporto: di interesse regionale e locale; di interesse nazionale. I servizi di interesse regionale e locale sono programmati dalla Regione e dagli Enti Locali. I servizi di interesse nazionale, compresi quelli sullo Stretto, sono programmati dalle aziende che hanno l’autorizzazione. Il Ministero, finalmente dopo anni, si è ricordato che oggi, in attesa di un eventuale Ponte pronto fra non meno di 20 anni, esiste una parte del sud che si chiama ‘Stretto’. Il precedente Ministro dei Trasporti ha stanziato delle risorse per migliorare i servizi. Dopo, cambiato il governo nazionale, è stato redatto e pubblicato il bando di cui parli tu. C’è un dettaglio che, secondo me, dev’essere chiarito: il vecchio Ministro ha stanziato i soldi mentre il Governo in carica ha pubblicato il bando. Mi sembra eccessivo dare la responsabilità relativa alle caratteristiche del servizio al Ministro precedente”.

    Totò: “È ovvio. La colpa è proprio del Ministro precedente, se non stanziava i soldi, oggi non si faceva neanche il bando di gara, non si aggiungevano altri aliscafi e sicuramente nessuno sbagliava. Ricordati ‘Tutto deve cambiare affinchè non cambi niente’, lo ha scritto San Tommaso, mentre predicava nell’isola di Lampedusa”.

    Io: “Mi sorprendi, hai quasi centrato il nome… era Tommasi di Lampedusa”.

    Totò “Grazie. Finiscila con le critiche e le tue patetiche risposte teoriche! Dammi una soluzione pratica per risolvere in un mese i problemi sullo Stretto da avviare domani mattina”.

    Io: “Secondo me, lo Stato deve conferire alla Regione Calabria ed alla Regione Siciliana tutti i compiti e tutte le funzioni relative ai servizi sullo Stretto, trasformandoli da nazionali a locali. Dopo, le due Regioni devono programmare e finanziare i servizi come se fossero di interesse locale. Pensa che erano stati stanziati anche i soldi per studiare il problema e le Regioni non li hanno utilizzati! Ma lo avevamo discusso nel secondo viaggio sullo Stretto” Scendiamo dall’autobus ed entriamo nella Villa Comunale, ci sediamo su una panchina. Ormai con le ordinanze recenti non c’è traccia di vernice sui muri o di altre cose strane.

    Totò: “Senti, ti devo dire una cosa: tu pensi che Messina è l’unica città d’Italia dove si possono comprare le scarpe?”

    Io: “No, ma è l’unica città che in linea d’aria è distante solo cinque chilometri dal comune di Reggio. Del resto, ormai, siamo anche noi un’isola, visto che, i servizi aerei e servizi ferroviari di interesse nazionale sono stati tagliati…ma questa è un’altra storia che un altro giorno ti racconterò”

    Prendo il libro che avevo in tasca da leggere insieme a Totò alla Villa. Sembra una coincidenza. È il romanzo di Carlo Levi dal titolo “Cristo si è fermato a Eboli”. Nel lontano 1945 Carlo Levi scriveva a proposito dei contadini delle nostre terre “Essi non hanno né possono avere, quella che si usa chiamare coscienza politica, perché sono, in tutti i sensi del termine, pagani, non cittadini”.

    Totò ed Io

    *Docenti universitari