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    Il Comitato per la verità sulle navi dei veleni

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    di Gianluca Del Gaiso –
    Una sala Giuditta Levato gremita, la dice lunga sulla voglia di verità di questa terra. Ci sono magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, giornalisti, curiosi. Il tavolo dei relatori porta i nomi

    di Anna Vespia vedova De Grazia, Luigi De Sena, Nuccio Barillà, Enrico Fontana, Francesco Neri. Sono le voci del “Comitato per la verità” sui traffici nazionali e internazionali di rifiuti e materiali radioattivi che li vuole riuniti nella sua presentazione ufficiale qui a Reggio. Nomi che si aggiungo a quelli delle navi affondate scientemente e che a loro volta si mischiano a quelli delle vittime illustri. Il Capitano De Grazia, nel pieno della sua vita e delle sue indagini. Ilaria Alpi, solo per dire i primi due che rimbalzano alla mente. E se è vero che la Calabria e la provincia reggina su quelle mappe segnano il maggior numero di navi affondate, a conferma di accordi ben precisi tra la manovalanza della criminalità organizzata locale e il potere di turno, intrecciando traffici e rotte che sembrano portare fino alla Somalia e agli ultimi delitti eccellenti; pari è quel senso di rivalsa che sembra aleggiare in sala, contro un silenzio cui sembra atavicamente condannata questa terra. Piccoli eroi, li definisce lo scrittore Carlo Lucarelli, autore di un recente libro proprio sulle navi dei veleni, che saluta gli ospiti con un contributo video. Accanto al suo, suonano tra gli altri i saluti del vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Fabio Granata, del giornalista Luciano Scalettari e poi di Luciano Tarditi, sostituto procuratore di Asti. Già, Asti, come Reggio Calabria, Catanzaro, Padova, La Spezia, Bari, Matera, Paola, procure a vario titolo impegnate a far luce in quella rete fatta di servizi, potere e criminalità intrecciatasi tra gli anni ottanta e novanta per smaltire quanto più nell’ombra possibile rifiuti tossici e radioattivi. Nessuno doveva sapere dove andassero a finire, ed ecco allora il mare con i suoi fondali troppo profondi, pronto a diventare cassaforte di una bomba ambientale ad orologeria.  

    -Luglio-Novembre 1985, sparisce la Nicos1.

    31 ottobre 1986, è la volta della Mikigan, affonda nel Tirreno calabrese. Anche qui il carico è ufficialmente sconosciuto.

    21 settembre 1987, questa volta si chiama Rigel. Fa naufragio a Capo Spartivento. Legambiente fa una denuncia che fa partire un’inchiesta della magistratura. Dietro l’ipotesi di un autoaffondamento e di una truffa assicurativa, si cela un vero e proprio intrigo fatto di carichi mai partiti e ispezioni mai fatte.

    9 dicembre 1988 è la Four Star nello Ionio Meridionale

    -Agosto 1989 la motonave maltese Anni finisce sommersa in Alto Adriatico

    14 dicembre 1990, la famigerata Jolly Rosso, è in difficoltà al largo di Vibo Valentia, si piaggerà a Capo Sudero.

    1 febbraio 1991– si parlò di errore umano, di ben altro sospetta la cronaca recente dell’affondamento dell’Alessandro I

    Maggio 1993, nel Canale di Sicilia finisce la sua corsa in mare la Marco Polo. In alcuni dei container del carico andato perso e poi rintracciato ad oltre un anno di distanza, fu riscontrata una radioattività da torio 234, con valori cinque volte oltre la media.

    1 marzo 1994, quella denuncia di rottami in mare, è il carico della Korabi Durres. Anche questa volta, la vicenda parla calabrese. Crotone, Palermo, Reggio, Catanzaro. Anche qui, controlli che parlano di limiti radioattivi altamente superiori. Il blocco del carico, una nave che scompare.

    20 marzo 1994, a Mogadiscio un commando somalo uccide l’inviata della Rai Ilaria Alpi e l’operatore Miran Hrovatin. Insieme, il loro fiuto li aveva messi sulle tracce di un traffico di rifiuti e armi che vedeva coinvolta proprio l’Italia.

    13 dicembre 1995, il capitano di corvetta Natale De Grazia, che stava indagando sullo spiaggiamento della motonave Rosso muore in circostanze sospette. Era uno degli uomini di punta del pool investigativo sulle navi dei veleni. Ieri il tredicesimo anno dalla sua morte…..(segue)