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    I colori dei diritti nell’arte di Folon

    folon1.jpgdi Anna Foti – Ali di arcobaleno, essere umano con la testa nella luna o nel cuore in volo, tramonti e albe incantati, mano vestita da nido per uccelli, sottili corpi minacciati dalle ingiustizie e pistole con la figura di uomo al posto del grilletto. Ma soprattutto uccelli in volo, presenti nella sua opera dedicata alla Giornata dei Diritti Umani nel 1998, ed esposta alla mostra mondiale filatelica. Un’arte che racconta la dignità della persona e il pericolo attuale che ancora oggi sia violata. Dal blu alla malva, questi i colori sfumati e delicati con cui Jean-Michel Folon, illustratore, pittore e scultore belga scomparso due anni fa, ha prestato il proprio talento per la difesa dei diritti. Appassionato sostenitore di Amnesty International, Folon, ha raccolto l’eredità dell’avanguardia di Picasso e del surrealismo prima di approdare all’illustrazione e pubblicare i suoi disegni sulle riviste newyorkesi più accreditate.

    Dopo la galleria Lefebre di New York, che accolse i suoi acquarelli nel 1969, la Biennale di Venezia e la galleria “Il Milione” di Milano ospitarono le sue illustrazioni in Itaiia. Poi il tour europeo a Parigi e in Belgio, mentre il suo talento si allargava anche ai manifesti, ai murales, alla scenografia, ai cartoni animati e alla ceramica. Versatile e creativo, ha realizzato anche delle campagne pubblicitarie. Autore del dipinto sul drappo del palio di Siena nel 1999, nel 2000 a Bruxelles è nata a suo nome una fondazione, con trecento sue opere a far da cornice, presso il parco de La Hulpe. Difensore di diritti umani, ha illustrato diverse campagne di sensibilizzazione di Amnesty International e ha arricchito e impreziosito, con il suo tratto tenue ma incisivo, tante iniziative tra cui anche l’ultima relativa al sessantesimo anniversario della Dichiarazione Onu dei Diritti Umani che sarà celebrato il prossimo 10 dicembre. Un omaggio al suo impegno, già profuso in occasione del cinquantesimo anniversario della DUDU, nel 1998, quando Folon stesso dedicò una serie di opere riprese adesso nel simbolico passaporto dei diritti umani distribuito dal movimento amnestiano. Spentosi nel 2005, vinto dalla leucemia che lo affliggeva da anni, ha lasciato una ricca eredità di opere che in mostra hanno attraversato l’Europa sostando in Francia, in Gran Bretagna, in Belgio, in Svizzera, e per ultima in Italia con “Folon Firenze”, curata da Marilena Pasquali e aperta nel 2005 con 250 opere – sculture in bronzo, pietra a marmo, acquerelli, serigrafie, objets e collages – nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio e negli spazi interni ed esterni del Forte di Belvedere.