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    Guerra tra Procure? C’è chi dice no!

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    di Vincenzo Marchese –
    Ok, l’Italia è lunga, ma sulla vicenda De Magistris la si percorre tutta. La vicenda si svolge tra Catanzaro e Salerno, e su su fino a Roma. Una voce “diversa” arriva addirittura dalla lontana Pordenone. È autorevole, è quella di

    Salvatore Borsellino, il fratello del giudice Paolo. Una voce che, forse, fa un pò di chiarezza ad un quadro confuso, opaco, fatto di notizie su vicende ma non di spiegazioni su ciò che sta accadendo. A Pordenone un incontro pubblico ha visto la presenza di Borsellino, e l’assenza in extremis di De Magistis. Curioso, si intitolava “La giustizia scomparsa”. “In questo momento – ha commentato Giorgio Bongiovanni, direttore di Antimafia 2000 – tutti i nodi stanno venendo al pettine, e si scopre che le inchieste di De Magistris sono state espropriate perché i potenti – ha concluso – non si vogliono far processare”. Borsellino ha sottolineato che quella in corso “non è affatto una guerra tra Procure, ma di una Procura che legittimamente indaga su un’altra e di quella indagata che reagisce in maniera selvaggia, facendo atti – ha precisato – che sono al di fuori delle procedure normali”, Borsellino ha sostenuto che “é al di fuori delle procedure istituzionali che il Presidente avochi a sé gli incartamenti”. Per il fratello del magistrato ucciso dalla mafia, “anche la proposta del Csm di trasferire entrambi i capi delle Procure significa non prendere una posizione. Avrebbero dovuto dire quale delle due Procure sta sbagliando, e per me è la Procura di Catanzaro – ha concluso – che reagisce in maniera selvaggia a una giusta indagine nei suoi confronti”… Forse tra un anno avremo dimenticato tutto ma pare proprio che nel 2008 sia stato attuato un tentativo democratico di processare il principe. Forse non riuscirà, forse sarà l’ultimo tentativo. Forse ce ne saranno altri, chissà quando!