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    Annozero contro Mediterranea: durissima risposta di Giovannini a Fuksas

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    di Massimo Giovannini* –
    Chiunque  conosca Massimiliano Fuksas  avrebbe capito, vedendo  l’ultima puntata di Annozero, che l’architetto romano, sul tema dell’Università in generale, e sull’Università Mediterranea di Reggio Calabria  in particolare era  animato da risentimenti personali.

    Il suo parlare concitato e, soprattutto,   il lapsus più volte ripetuto (tre) su di un preside   “fisico- storico delle  scienze”, lasciava trasparire coinvolgimenti emotivi, noti a tutti. Almeno a tutti quelli che conoscono personalmente Massimiliano dall’Università, cioè ai suoi colleghi romani che, ancora giovanissimi, non in grado quindi  di essere, come da lui affermato, “sfigati” erano stati chiamati da Ludovico Quaroni e successivamente da Antonio Quistelli a lavorare in una sede oggettivamente difficile  e, a costo di notevolissimi sacrifici personali, alla nascita di una nuova Università. Nomi, tra gli altri, al centro del dibattito, come quelli di Franco Purini e Laura Thermes, Sandro Anselmi  o Renato Nicolini, o di Lucio Valerio Barbera, Antonino Terranova e Tato Dierna, attualmente esponenti di rilievo della romana Sapienza che hanno contribuito ad impostare una scuola. E  mi domando: può una trasmissione della rete pubblica, in prima serata, permettere ad una persona, per quanto autorevole, di fornire, senza alcun contraddittorio, tra allusioni e denigrazioni umorali, una rappresentazione fuorviante e gravemente lesiva di una realtà istituzionale?  E Fuksas è una persona autorevole. Un architetto da tutti conosciuto. Progetta e realizza opere in ogni parte del mondo. I libri che parlano delle sue opere sono tradotti in moltissimi paesi. Fa parte dello star system dell’architettura mondiale: oggi un concorso lo vince uno, domani l’altro e così via. Nello scambio incrociato delle commissioni. Altrimenti che circuito sarebbe? Chiuso e impermabile a nuove inclusioni.  Molti studenti, di sedi centrali e periferiche, guardano a questi architetti ammirati, con il desiderio di apprendere l’arte del progetto. Le forme di un sogno. Per emularli e competere, una volta laureati, dove la vita professionale, il caso o la ventura li porterà. E i nostri giovani architetti, nei 400 e più comuni della Calabria, quando non al nord o in Francia o altrove, con l’entusiasmo e le competenze acquisiti qui da noi, nel loro piccolo, contribuiscono ogni giorno, con la cultura e il progetto, a rendere migliore un territorio per molti versi da altri disastrato, sia dal punto di vista architettonico che ambientale. Temi, costantemente, all’attenzione della nostra Università. Tra l’altro, anche Fuksas ha avuto come collaboratori molti giovani architetti provenienti dalla facoltà di architettura di Reggio Calabria. Contento di lavorarci assieme. Presumo per quanto sapevano e per l’intelligenza e l’entusiasmo che mostravano nel farlo. Contribuendo, per queste ragioni, in alcuni casi a lanciarli in contesti internazionali. Da un architetto di successo come Massimiliano Fuksas gli studenti di architettura di una facoltà periferica come quella della Mediterranea, s’aspettano lezioni e conferenze, immagini e belle architetture, più generosità. Parole che siano d’incitamento e non di denigrazione solo perchè nati in una terra periferica (nell’era d’internet, della globalizzazione, ma via?).  Antonio Quistelli, fondatore e primo Rettore della Mediterranea, in un incontro con il Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi, ebbe a dire, lui napoletano che lavorava a Roma con Ludovico Quadroni: “Vede signor Presidente per alcuni di noi lavorare in una Università calabrese ha il significato di una scelta di vita. Fare cose in questa terra ha un valore diverso che farle a Roma o Milano. Perché queste cose possono contribuire, tra l’altro, a diffondere una cultura della legalità che lentamente permetta alla Calabria la crescita civile, economica e sociale che la sua gente si merita.” Un’ultima cosa sulle cariche di preside e di rettore, richiamate da Fuksas. E’ a tutti noto che sono cariche elettive, votate, con regole trasparenti, dalla comunità scientifica della facoltà per il preside e dell’intero ateneo per il rettore. Con il voto di centinaia di persone, monitorato dagli organi di stampa e da tutto il pubblico di una regione partecipe.

     

     Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria