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Rubbettino: “No tax area? Superare obiezioni costituzionali”

29 Agosto 2008
in Storie
Tempo di lettura: 2 minuti
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di Florindo Rubbettino –
Caro direttore,

ringrazio Rocco Iemma per l’attenzione che ha voluto riservare alla mia proposta di istituzione di una No tax area per il Mezzogiorno d’Italia.

Concordo su molte delle cose che egli scrive e in particolare sul fatto che una proposta del genere ha tante e varie implicazioni che meritano tutti i necessari approfondimenti.

Così come ritengo che il nesso fiscalità di vantaggio / federalismo fiscale sia ineludibile e rappresenti la vera chiave di volta per affrontare il problema.

Vorrei solo fare una precisazione e aggiungere altri elementi alla discussione.

La precisazione è che il riferimento all’Irlanda è una semplificazione giornalistica, mentre la mia proposta parlava effettivamente dell’istituzione di una No tax area sull’intero territorio del Mezzogiorno.

Quanto alle obiezioni di carattere costituzionale e comunitario effettivamente opponibili alla detassazione completa del Sud c’è da dire che vale sicuramente la pena provare a superarle.

Una certa interpretazione del quinto comma dell’art. 119 porterebbe a credere che lo Stato possa sussidiare il Sud con maggiori uscite di bilancio ma non prevedere misure che comportino minori entrare, anche perché ciò contrasterebbe con l’articolo 53 che non sembra lasciare spazio a interventi di maggior favore fiscale su base territoriale. Come però ha fatto rilevare uno studio dell’Istituto Bruno Leoni si potrebbe leggere l’articolo 119 in modo estensivo, dando al suo quinto comma un’interpretazione sul lato dell’offerta (riduzione fiscale), oltre che dal lato della domanda (sussidio), considerata la sostanziale equipollenza delle due misure in termini contabili ma la profonda differenza di efficacia e efficienza economica.

Iemma fa poi rilevare giustamente la complessità dell’accettazione della No tax area in seno all’Unione Europea. Anche in questo caso, secondo l’Istituto Bruno Leoni, la questione potrebbe essere superata attraverso una seria azione del governo italiano. Presentando, per esempio, alla Commissione europea e ai paesi membri la misura come una vera e propria “eccezione italiana” sulla falsariga di quella che fu –mutatis mutandis – la battaglia della Thatcher negli anni ’80 e sulla base di una negoziazione  che potrebbe prevedere anche una riduzione dei fondi comunitari alle regioni Obiettivo 1. Penso che anche Bruxelles, in tal caso, non potrebbe non prendere atto della forte volontà politica di affrontare il problema del Mezzogiorno attraverso nuove terapie di forte impatto.

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