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    Amore, promesse e…lucchetti sullo Stretto

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    di Melania Neri
    – “Per te che sogni, per te che non chiedi ma hai nel cuore ricerca, speranza e destino, per te allora…” esiste la catena degli innamorati. Il lucchetto degli innamorati. In seguito al successo prima editoriale e successivamente cinematografico di “Ho voglia di te” di Federico Moccia, è nata una moda, una tendenza. Tendenza diventata una vera e propria mania nata dalla scena del giovane Step che, per dimostrare amore eterno alla sua ragazza Gin, aggancia un lucchetto al lampione centrale di Ponte Milvio, a Roma e, subito dopo, lancia la chiave nelle acque del Tevere, sussurrando le parole “per sempre”, così da rendere infrangibile il loro sogno. Tutto partì da qui. Ed ecco che il rito d’amore si ripete ormai sui lampioni di molti ponti italiani, sbarcando anche a Reggio Calabria.

    Si è diventati quindi figli dell’era di Moccia, figli pronti ad appendere lucchetti per suggellare storie romantiche, stralci di vita, promesse ardite, pensando forse un po’ che l’amore deve lasciare un segno, qualcosa piu’ di un ricordo, di una promessa di eternità. Il lucchetto è quindi diventato oramai un simbolo d’amore senza età. Ma, il linguaggio dell’amore è forse cambiato? Da semplici sms, email, giochi di sguardi o margherite m’ama non m’ama, si è passati ai lucchetti, diventati forse il primo o l’ultimo atto d’amore. E perché mai tagliare le ali a giovani coppie innamorate, che fissano un innocente gancio come pegno d’amore. Forse sarebbe meglio pensare e credere che i giovani, dovrebbero creare da sé i simboli dell’amore, invece di appoggiarsi alle mode lanciate da un best seller. Lasciamo spazio allora alla fantasia degli innamorati. E tu? Da che parte stai? Con coloro che credono che l’amore dovrebbe essere quel momento sovrano che annulla gli spazi, i tempi, le regole e le convenzioni perché se segue le mode nelle sue espressioni, diventa amore che utilizza le immagini che gli altri hanno immaginato per lui, oppure fai parte di coloro che scelgono  un comune lucchetto a cui agganciare promesse eterne proprio perché non piu’ soggette alla caducità delle cose viste e riviste ma destinate all’infinità” ove si può vivere una second life come se fosse vera? Appunto, come se…

    “e per te che forse ancora non credi, se un giorno andrai lì, a ritrovare quel lucchetto messo per caso, per gioco o per sfida… magari quel lucchetto sarà ancora lì.”