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    I problemi dei trasporti nello Stretto: un disagio per la vita sociale tra le città delle due spond

                                                di Peppe Caridi

     

    Vivere l’area metropolitana dello Stretto, vuol dire essere vicini ai problemi dei pendolari che per motivi di studio e lavoro sono costretti a spostarsi quotidianamente da una sponda all’altra dello Stretto, ma vuole anche dire essere vicini ai problemi della gente comune che ha l’esigenza o semplicemente il gusto di spostarsi da Reggio e Messina e viceversa per incontrarsi con gli amici, prendere un caffè, fare shopping, incontrare i parenti o … il/la fidanzato/a.

     

    Sì, l’amore.

     

    Tantissime storie d’amore sono nate e vivono quotidianamente tra le lamiere delle navi traghetto, e ci sono molti intrecci tra giovani ragazzi che si guardano con il binocolo affacciandosi l’uno di fronte l’altro dalle due sponde dello Stretto.

     

    A causa della mancanza di un unico sistema di trasporti coordinato per l’area metropolitana, questi rapporti di coppia devono subire le problematiche di tutte le storie “a distanza”.

     

    Diego (messinese) e Daniela (reggina) sono due fidanzati che hanno a che fare quotidianamente con i mezzi di trasporto via mare che collegano le sue sponde dello Stretto, e sono costretti a subire le problematiche dei trasporti sacrificando, a volte, la possibilità d vedersi e stare insieme.

    Diego abita a Messina e si sposta in Calabria un paio di volte alla settimana, soprattutto la sera e quasi esclusivamente per mezzo delle navi-traghetto (sia private che pubbliche), soprattutto per incontrare la sua ragazza, Daniela, che è residente a Reggio Calabria.

     

    Daniela vive a Reggio Calabria e viaggia circa tre/quattro volte alla settimana, sia di giorno che la sera. E’ una studentessa dell’Università di Messina, i suoi nonni materni risiedono a Torre Faro, poco fuori Messina, e questo è un altro motivo per il quale traghetta spesso, specie con la famiglia. Ovviamente si muove di frequente da una sponda all’altra per Diego, oppure per altri semplici motivi come lo shopping o per uscire la sera.

     

    Abbiamo chiesto ad entrambi come vivono il rapporto con il rispettivo partner e se ci sono difficoltà dovute ai disagi dei trasporti nello Stretto.
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     Diego: L’unica cosa che realmente mi spiace del mio rapporto a distanza (che poi questa “distanza” è, ovviamente, molto relativa) consiste sostanzialmente nel dover “programmare” ogni nostro incontro, essendo impossibilitato a compiere una semplice e veloce visita alla mia ragazza nell’arco della giornata. Praticamente quando ci vediamo stiamo almeno qualche ora insieme, altrimenti il traghettamento solo per vedersi pochi muniti non avrebbe molto senso.

    Voglio ricordare che fino a qualche tempo fa, ovvero fino all’attivazione dei nuovi approdi di Tremestieri per i mezzi pesanti, il servizio di attraversamento (almeno quello gestito dalla principale compagnia privata, la Tourist-Caronte) è state sempre abbastanza efficiente. Le partenze, infatti, erano ogni 15 minuti circa da Messina per Villa S. Giovanni e viceversa, 24 ore su 24.

     

    Daniela: Purtroppo capita a volte di dover “confinare” i momenti in cui ci incontriamo al fine settimana, ovvero nei giorni in cui si ha più tempo per organizzarsi. Anche perché in questo modo l’eventuale attesa del traghetto è più sostenibile.

     

    Che tipo di disagi riscontrate (ritardi, guasti ecc.)?
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    Diego: Con l’inaugurazione del porto di Tremestieri, dicevo, le corse della principale compagnia privata si sono diradate, con partenze ogni 40 minuti. Dopo qualche mese di confusione, si è assistito lentamente ad una “entrata a regime” delle nuove tratte, ed effettivamente negli ultimi periodi gli orari di partenza/arrivo sono stati in linea di massima rispettati. Purtroppo proprio in queste settimane, per dei lavori di manutenzione dei moli, le corse notturne sono state al momento sospese dalla Tourist-Caronte, pare, fino a fine marzo almeno. E’ proprio qui la nota dolente. L’attraversamento notturno dello Stretto resta dunque affidato alla Bluvia (società facente capo a RFI) che, nonostante abbia un orario ben definito per le corse, difficilmente rispetta gli orari di partenza. Succede infatti che le navi debbano letteralmente “aspettare” l’arrivo dei treni, i quali verranno poi imbracati e trasferiti sull’altra sponda. E poiché i treni italiani, è noto, viaggiano quasi sempre in ritardo, accade che talvolta si debba aspettare, in piena notte, anche due ore per poter effettuare il tanto sospirato traghettamento!      

    Un ulteriore disagio che ho riscontrato riguarda la pulizia delle flotte. Mentre i traghetti privati sono (almeno quelli a doppio ponte) di nuova costruzione e generalmente puliti, quelli pubblici della Bluvia risultano vetusti (il più “giovane” ha non meno di trent’anni di servizio!), nonché quasi sempre sporchi e maleodoranti.   

     

    Daniela: A mio avviso le partenze verso entrambe le sponde sono troppo diradate, in quanto le navi sono state in parte ( quelle che trasportano i mezzi commerciali) smistate su Tremestieri. Una volta le corse erano ogni 15/20 minuti per tutto l’arco del giorno, attualmente invece sono ogni 40 minuti, mentre la sera entra in vigore l’orario notturno con una partenza ogni ora. In più può capitare che vi siano dei blocchi notturni tra gli approdi della Rada S. Francesco e Villa S. Giovanni, come in questo periodo: da circa un mese e mezzo sono completamente assenti i collegamenti notturni tra Messina e Villa San Giovanni (tra Messina e Reggio non ci sono mai stati) a causa di alcuni lavori alla rada San Francesco a Messina, e così dopo le 22.00 della sera è ancor più difficile potersi spostare da un lato all’altro dello Stretto.

     

    Le tariffe per viaggiare tra le due Città sono troppo elevate?

     

     Diego: Decisamente. Io prendo spesso le navi della Tourist-Caronte e trovo equilibrato il prezzo di 1€ per i pedoni (oltretutto la sera non si paga), ma è quello per le auto (per non parlare dei mezzi più grandi) ed essere davvero spropositato. Il costo per un’automobile, se non sbaglio, è di 28€ per un viaggio a/r entro 3 giorni! Tali prezzi risultano ancor più salati alla luce del fatto che non esistono sconti o agevolazione per i residenti dello Stretto e quindi per i tanti pendolari.

     

    Daniela: Assolutamente si. Per i passeggeri a piedi la tariffa della Tourist-Caronte è di 1€ a tratta, però ci sono gli abbonamenti sia mensili che annuali che agevolano ulteriormente i costi. Per le auto non ci sono abbonamenti ed il prezzo, uguale per tutte i modelli e per tutte le cilindrate, è molto elevato. Un viaggio di andata e ritorno in 3 giorni si paga quasi trenta euro ed i rincari sono frequenti. I mezzi veloci di RFI costano invece 2,80solo andata, 4,80€ se si acquista un biglietto di andata e ritorno nello stesso giorno.  Esistono inoltre degli abbonamenti mensili con un certo numero di corse da effettuarsi entro i trenta giorni. Ritengo che le tariffe potrebbero comunque essere più basse, poiché le corse non sono frequentissime (la sera il servizio è sospeso) ed i mezzi sono sfruttati soprattutto da studenti.

     

    Perché pensi ci siano tutti questi problemi, e quale credi potrebbe essere una possibile soluzione?

     

    Diego: Riassumere le mie motivazioni in poche parole è un’impresa ardua. Molti dei problemi che oggi viviamo hanno origini antiche e fanno capo ad una classe politica locale che (evidentemente connivente) ha lasciato troppi margini di azione, spesso unilaterale (leggasi monopolio), ai privati. Oggigiorno il fattore principale è la parziale dismissione che RFI ha messo in atto sullo Stretto, determinando ricadute negative in termini di efficacia, occupazione e sicurezza del servizio. Innanzitutto credo che la riorganizzazione dei trasporti sia un passo, necessario quanto imprescindibile, rispetto all’ampliamento ed al pieno sfruttamento del porto di Tremestieri. Il nuovo Piano Regolatore del Porto, redatto dall’Autorità Portuale di Messina, si muove in questa direzione e prevede, nel lungo termine, lo spostamento su Tremestieri di tutto il traffico gommato da e per il continente. In quel sito, posizionato in modo strategico nei pressi dello svincolo autostradale, ci sono a mio avviso tutti gli spazi per creare una moderna ed efficiente piattaforma logistica che permetta un continuo quanto veloce traghettamento. Al contempo nel porto di Messina si potrebbe creare (ed i lavori sono già iniziati) un unico terminal aliscafi per le Eolie, Villa e Reggio, dotato di biglietterie e sale di attesa. Va da sé che il prossimo Governo italiano dovrà impegnarsi in modo opportuno per “svecchiare” la flotta pubblica, assicurare alla cittadinanza corse puntuali e difendere quella idea di “continuità territoriale” troppo spesso messa in discussione.   

    Le banchine di Messina centro, alleggerite dal traffico di attraversamento trasferito negli approdi della zona sud, potrebbero in questo modo continuare ad incentivare l’arrivo delle navi da crociera e dei turisti che tanto bene stanno facendo alla città. Non ultimo la zona di V.le della Libertà, liberata dal passaggio delle auto dirette ai traghetti, avrebbe modo di essere valorizzata raccordandosi con la Fiera Internazionale e il costruendo lungomare del Ringo, creando un polo d’attrazione di assoluto pregio.

    E’ un’idea ambiziosa ma assolutamente possibile e l’Autorità Portuale sta ben lavorando a tal proposito. Alle amministrazioni locali e nazionali, nonché a noi cittadini ed al mondo delle imprese responsabili, l’onere di credere in questo cambiamento.

     

     Daniela: Diego ha detto bene e spero che anche in Calabria, specie a Villa, si possa trovare un valido sistema che concili le esigenze di trasporto con le legittime aspettative della cittadinanza in tema di vivibilità e rispetto. Per quanto mi riguarda credo che vi debba essere un maggiore impegno delle istituzioni verso i pendolari, studenti o lavoratori, che viaggiano sulle rive del nostro Stretto. Io proporrei tutte quelle formule che riconoscano la libertà dei residenti di non dover subire un salasso al momento del traghettamento… solo per dover attraversare 3 km mare! Gli abbonamenti per il trasporto dei mezzi in primis, ma anche prezzi più bassi per gli aliscafi e corse più frequenti. RFI dovrebbe dunque impegnarsi maggiormente sull’efficienza dei suoi trasporti, anche alla luce del fatto che l’altro vettore privato (la Meridiano) non possiede al momento i mezzi per un servizio realmente competitivo ed alternativo.

    Le autorità competenti dovrebbero inoltre effettuare dei controlli sulle tariffe applicate ed impegnarsi a garantire una vera concorrenza che favorirebbe noi utenti. 

     

     

    Traghetti sporchi e maleodoranti, lunghissime attese nelle ore notturne, tanti sacrifici nell’organizzazione quotidiana per incontrarsi e vedersi: sono solo alcuni dei tanti problemi con cui devono fare i conti ogni giorno due ragazzi semplici, come tanti altri, che hanno il sogno e la speranza di vedere un giorno lo Stretto essere davvero un’unica vera grande area metropolitana, in cui le due città hanno un’unica amministrazione politica, gestionale e dei trasporti, dettaglio fondamentale nel progetto di creazione dell’area metropolitana.

    Lanciano questo auspicio al nuovo governo, perché questo territorio destinato naturalmente a rappresentare un’unica realtà, è ancora oggi lacerato, diviso e distante. Non tanto nell’immaginario della popolazione, quanto nella realtà istituzionale e infrastrutturale.