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    Eduardo, dove vai ?

    lambertieduardobisNove mesi fa la disfatta elettorale.

    Il 70 a 26 rimediato contro Scopelliti è stato abbondantemente metabolizzato da Eduardo Lamberti-Castronuovo che, oggi, si trova in una condizione strana e, visti i tempi, forse invidiabile: nè a destra, nè a sinistra. 

    Se Lei mi domanda se sono di destra o di sinistra, le rispondo francamente: non lo so.

     

    Lei è un medico, come sta Reggio?

    Sono passati tanti anni da quando ho letto Pinocchio, non mi piace leggere su Repubblica che Reggio è la città dei balocchi. <<Sei a Reggio, divertiti>> – dicono -. 600.000 euro per Rabarama, 330.000 per la Callas, sono tanti, troppi, soldi. Mi chiedo come possa fare una città come Reggio Calabria, dove manca il lavoro, dove manca persino l’acqua, a mantenersi queste spese.  

     

    Oltre ad essere un medico, lei è anche un imprenditore, secondo alcuni incarna il "padrone", altro che sinistra…

    Io ho costruito tutto con i miei soldi, frutto del mio lavoro, non ho avuto alcuna eredità e forse le mie ricchezze sono state sopravvalutate. Ho 58 anni e lavoro da quando ne avevo 23.

     

    Ritorniamo a parlare di Reggio. Quale sarebbe un problema, “il” problema della città?

    Il problema di questa città è che la classe politica è altamente inadeguata, ad ogni tornata elettorale si vedono sempre gli stessi candidati, siamo pieni zeppi di politici ambiziosi, senza né arte, né parte, però. Siamo immersi in una casta dalla quale non si fuoriesce.

     

    Facciamo un passo indietro. Alle ultime consultazioni elettorali, lei era candidato alla poltrona di Sindaco per il centrosinistra. E’ stata una disfatta: quanto si sente responsabile?

     

    La mia candidatura è stata utilizzata per bruciare una possibile candidatura per altre cose. Non la vivo comunque come una sconfitta perchè riparto da 30.000 voti, e sono tutti miei, personali. Io, quindi, la mia parte, come candidato, l’ho fatta: sono mancati i voti di partito. Se siedo in Consiglio Comunale è proprio grazie a quei 30.000 voti. Ho fatto la campagna elettorale solo con i miei soldi, nessuno mi ha dato un euro. Sui manifesti elettorali solo pochi hanno scritto <<Con Lamberti Sindaco>>, anche per questo attendo ancora le scuse del centrosinistra.

     

    Anche per questo non ha aderito al Partito Democratico?

    Ho manifestato così il mio disappunto. Il centrosinistra, è stato chiaro, mi ha abbandonato in campagna elettorale. Devo dire che la sinistra radicale è stata la parte della coalizione più leale.

     

    Si è sempre definito una persona libera. Ma anche la scelta di una candidatura quasi certamente perdente è stata libera…

    Se vogliamo metterla così mi sono fatto fregare, ma l'ho fatto scientemente per poter essere ancora più libero. Proprio alla luce dei dati elettorali, infatti, adesso mi sento completamente libero perchè domani se vorrò bussare alla porta di un altro schieramento nessuno potrebbe dirmi alcunché. Utilizzerò la libertà che mi sono guadagnato guardandomi intorno per poi decidere. Se la politica non si ripulisce, però, sto benissimo dove sono, a fare il medico 

     

    Una persona libera si può permettere anche questo?

    Le offro una chicca; le dimostro perchè sono libero e perché posso fare qualunque scelta. Nella mia struttura esiste da cinque anni una tac multislice ancora non accreditata, autorizzata solo in questi giorni; la Lo Moro (ex assessore regionale alla Salute, ndr)  è stata la mia più acerrima nemica. Le dirò di più: ho costruito la nuova sede dell'emtittente televisiva comprando il terreno e costruendo senza un centesimo di contributo di nessun  genere. Nonostante tutto questo non posso andarci perchè manca la strada, di competenza dell'Asi; se fossi un padrino politico…

     

     

     

    Qualcuno dice che Reggio sia una città felice all’interno di una regione che piange…

    La Regione, inteso come Ente, deve dimettersi in blocco. Tutto quello che è successo ci fa apparire come una terra senza speranza, dove la Pubblica Amministrazione coincide con la mafia, altro che infiltrata. Come diceva De Sena. 

     

     

     

    E l’informazione che ruolo gioca in tutto questo?

    L’informazione locale è come quella nazionale. C’è un elemento di subcultura, c’è l’elemento della ripicca personale che colpisce il soggetto, ma che alla fine colpisce l’informazione stessa e nessuno si ribella. L’informazione è drogata dalle risorse economiche, dal controllo della pubblicità istituzionale che invece dovrebbe elargire in base ai lettori o ai contatti, utilizzando un criterio strettamente matematico.

     

     

     

     Lei si sente inferiore a Scopelliti?

    Non mi sento né inferiore, né superiore a Scopelliti e, guardi, le dico che mi sta anche simpatico. La scelta di voto, però, non è stata fatta solo in base a questioni personali e politiche, ma anche affaristiche. Minniti si è prodigato tanto per complimentarsi con Scopelliti, che, secondo il Sole 24 ore è il terzo sindaco d’Italia: per bon ton avrebbe potuto evitarlo. Io e Scopelliti abbiamo lo stesso obiettivo: il bene di Reggio. Solo che lo perseguiamo in maniera diversa. Scopelliti ha saputo organizzarsi, sfruttando la confusione del centrosinistra. E poi chissà che un giorno non ci si ritrovi dalla stessa parte…