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    Ci sono cose che non si possono comprare…

    lillofotimaninfacciaIn ambito giornalistico, a volte, ponderare bene la decisione prima di scrivere, viene scambiato per lassismo, poca reattività, o, peggio ancora, per censura.

    Abbiamo aspettato diverse ore prima di buttare giù qualche parola; abbiamo aspettato perchè ci aspettavamo una pronta risposta della parte offesa, che, però non è arrivata.

     

    Andiamo per gradi.

    Domenica 6 gennaio, giorno dell'Epifania, per smaltire le scorie delle lunghe vacanze natalizie, la Reggina Calcio ha organizzato un'amichevole, che ha visto anche l'esordio del centravanti Stuani, contro i norvegesi del Lyn Oslo. 1-1 il risultato finale, grazie al pareggio, nel secondo tempo, di Edgar Barreto su calcio di punizione. Ma, in ballo non c'è l'aspetto tecnico, c'è un'offesa per una squadra, una società, una terra intera.

    Con data 4 gennaio, in preparazione del match, sul sito ufficiale della formazione norvegese (www.lyn.no ndr), appare il lancio di un servizio che recita, testualmente così: Lyns fotballhelter er på plass i Mafialand for å forberede seg på sesongen, men ikke alle er uten skade. Sjekk hvem som sliter litt her.

    In pochi conoscono il norvegese, ma a tutti non è potuta sfuggire quella parola, infamante: Mafialand.

    La Calabria vista dai norvegesi è quindi Mafialand.

    Niente di nuovo sotto il sole, direbbe qualcuno: non è la prima volta che Calabria o Sicilia, o il Sud Italia, più in generale, viene visto in questo modo dall'estero. Ma, in questi casi, il rischio è quello di abituarsi agli insulti.

    Inutile pronunciarsi sull'ignoranza becera del sito del Lyn Oslo, ma, in questa spiacevole vicenda non fa una bella figura nemmeno la Reggina Calcio del Presidente Foti.

    Ritorniamo quindi all'inizio e a quella reazione che qualcuno, tanta gente, si attendeva. Il sito ufficiale della società amaranto, invece, a distanza di giorni, continua a tacere in merito: per carità, le dichiarazioni di mister Ulivieri, piuttosto che quelle di Stuani, interessano moltissimo ai tifosi che consultano il portale per essere informati su quanto concerne la propria squadra del cuore, ma una reazione, una replica stizzita, da parte della società era, come minimo, doverosa.

    E invece, nulla…

    Difficile intuire i motivi di tale scelta, difficile intuire cosa frulli nella testa del Presidente Foti che, oltre ad acquistare bravi giocatori, dovrebbe anche salvaguardare la credibilità e il buon nome della propria società che, dal punto di vista sociale, rappresenta qualcosa in più di una semplice realtà calcistica.

    E invece, nulla…

    Partendo dal presupposto che il Presidente Foti, massimo dirigente amaranto, non si riconosca in tale appellativo, non pensi di vivere in Mafialand, pur sforzandosi, appare difficile intuire i motivi di tale disinteresse di fronte a un insulto così infamante. Nè, inoltre, sembra probabile che il Presidente appartenga a quella cerchia di gente che si è "abituata ad essere insultata".

    E allora perchè? Perchè questo silenzio?

    Sarà colpa, ancora una volta, del "vil", ma tanto utile, denaro? Ci saranno in ballo accordi commerciali, societari, di partnership internazionale, che vanno salvaguardati?

    Forse, anche se, come dice una famosa pubblicità, "ci sono cose che non si possono comprare…"

    Una di queste è la dignità.

     

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