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    Aeroporto dello Stretto: la festa appena cominciata è già finita?

    aeroportoreggiocalabriaL’aeroporto dello Stretto perde pezzi.
    Anche Club Air, una delle società che avrebbe dovuto garantire voli low cost, ha infatti deciso per un massiccio ridimensionamento della propria presenza all’interno del “Tito Minniti”.
    Nei mesi estivi qualcuno aveva visto elementi di destabilizzazione in alcuni articoli pubblicati da strill.it, ma, purtroppo, con il tempo, la situazione è


    degenerata, proprio come più volte paventato. Ovviamente alla società Club Air vanno i più sinceri auguri di una prospera esistenza e di florida attività, ma di certo non le si poteva chiedere di andare contro i propri interessi economici: il “Tito Minniti”, allo stato attuale, non è appetibile, dato che ad una manciata di chilometri da Reggio Calabria, a Lamezia Terme per la precisione, è possibile volare verso diverse e rinomate località turistiche europee per pochi spiccioli rispetto alle centinaia di euro necessarie per decollare dall’Aeroporto dello Stretto.
    Il ridimensionamento operato da Club Air, che non abbandona Reggio Calabria, ma che certamente ne prende apertamente le distanze, in un certo senso protocolla, di fatto, la situazione dello scalo reggino, che adesso comincia davvero a farsi preoccupante.
    E’ meglio dirlo ora senza mezzi termini: così l’aeroporto rischia di chiudere. I sei milioni di buco di bilancio non si possono cancellare con un colpo di spugna: esistono e sono lì, essi pendono come una spada di Damocle sul “Tito Minniti”.
    In verità, però, qualche esempio virtuoso nel presente ed in un recente passato c’è: le esperienze di Myair ed AirMalta ancora oggi, ma anche di AirAlps, Interstate fino a non molto tempo fa, lasciano uno spiraglio di ottimismo, ma negli ultimi mesi, proprio a cavallo tra l’apertura delle buste e la polemica rovente sul buco di bilancio si è registrata una evidente caduta di attenzione generale sullo scalo reggino che va a braccetto col basso profilo delle offerte all’utenza e proprio mentre Lamezia si collega – a prezzi realmente low – con Londra, Zurigo, Monaco, ma anche Pisa, Bologna, Torino, Venezia, Verona.
    L’ultima speranza per il “Tito Minniti” è rappresentata dalla privatizzazione del 35% di Sogas ma tutto deve essere fatto con una certa solerzia.
    Prima che suoni la campanella dell’ultimo giro.