• Home / RUBRICHE / Storie / 118: si salvi chi può! Reggio corre sul filo del baratro

    118: si salvi chi può! Reggio corre sul filo del baratro

    ambulanza2Come spesso avviene alle nostre latitudini, nel torpore generale sta passando l'ultimo autobus utile per dare una risistemata alle strutture sanitarie di emergenza di Reggio. E sta passando senza fermarsi.

    Si badi bene: non si tratta di istanze campanilistiche antagoniste con quelle, ugualmente legittime, di altre porzioni di territorio.

    E', molto più semplicemente e tragicamente, in gioco il diritto primario, quello alla salute di una città intera.

    Il nuovo piano sanitario regionale, approvato nella sua bozza dalla Giunta regionale, ha ridisegnato la mappa dell'elisoccorso regionale. Tutti i territori hanno la loro postazione di elisoccorso, tranne Reggio.

    Cosenza ce l'ha, Lamezia idem, Catanzaro anche, Crotone è una new entry e Locri continua a fruire – grazie a misteriose dinamiche della burocrazia calabra – di quello di Reggio, gravando per circa 2 milioni l'anno sui contribuenti reggini.

    Reggio, per l'appunto, la città di gran lunga più grande e prestigiosa della Calabria, invece no e, quando serve, si devono attendere quei 20-25 minuti necessari perchè il mezzo giunga da Locri. Via mare, senza mai sorvolare le montagne e, soprattutto, rigorosamente di giorno.

    Intanto, per gradire, Locri resta l'unica postazione priva di autorizzazione Enac

    In verità qualcuno aveva provato a spostare quello previsto a Cosenza, ma la politica bruzia ha reagito – come di consueto – in maniera compatta e mostrando i denti, e così il servizio di elisoccorso non si è mosso da Cosenza (per la precisione da Montalto).

    Tra le altre vergogne di Reggio va segnalato che, a fronte di spese non astronomiche sarebbe anche possibile realizzare la pista di atterraggio direttamente presso gli Ospedali Riuniti, ma tutto è fermo da anni ed al momento, anche quando il servizio dovesse essere istituito anche a Reggio (chiariamo subito, non certo sottraendolo a Locri, ma aggiungendolo) appoggerebbe necessariamente sull'aeroporto dello Stretto.

    Ma, come è noto, i guai non vengono mai da soli, ed allora, a fronte di un elisoccorso che non c'è, Reggio fa i conti ogni giorno con un servizio, quello del 118, inadeguato per uomini e mezzi.

    Gli operatori del 118 quotidianamente ricevono telefonate di insulti da parte della gente che indovina il merito della protesta (servizio spesso inadeguato), ma sbaglia decisamente il destinatario.

    Proviamo a dare i numeri (per una volta lo facciamo noi…): tutto il territorio provinciale di Reggio, da poco raggruppato in un'unica Azienda Sanitaria, si giova di 11 postazioni  per servire un territorio di oltre 564.000 abitanti, mentre Catanzaro, con poco meno di 370.000 residenti si gode di 17 postazioni!

    Per dirla in fatti concreti, ciò comporta che, ad esempio, sul vecchio territorio di competenza dell'Asl reggina (la dismessa numero 11) le postazioni sono 5. L'ex Asl 7, di Catanzaro, di postazioni ne ha 10!

    Di fatto tutto ciò si traduce in due mezzi (e relative equipes) operativi h24 e tre h12 su Reggio, da Melito a Scilla.

    Il più "fresco" di questi mezzi vanta 300.000 km sulle ruote, mentre, ad esempio, anche l'organico organizzativo è all'osso e non si trovano i soldi per installare nemmeno un sistema di segreteria telefonica che si inserisca automaticamente quando gli operatori sono occupati e quando ogni secondo in attesa all'apparecchio sembra un secolo.

    Intanto, per dare qualcosa (o qualcuno) in pasto alla gente che chiede spiegazioni ecco che il responsabile del 118 reggino, Gabriele Napolitano, uno che si fa in quattro da anni, viene sospeso dal servizio in esito alla morte – tutta da chiarire – del piccolo Flavio Scutellà e, nonostante le ferme proteste, inoltrate addirittura al Prefetto di sigle sindacali come Uil-Fpl e dell'Ordine dei medici, ancora tutto resta congelato.

    Così come congelata resta la storia infinita delle nomine dei direttori generali delle nuova Asp.

    Loiero medita sulle soluzioni perchè sa che non ha più mosse sbagliate da giocarsi e, probabilmente, fa bene a meditare perchè la situazione è tutt'altro che rosea.

    Meno bene medita quando ritiene che la Calabria sia sotto attacco mediatico e che ci sia qualcuno che si diverte a dipingere casi di malasanità inesistenti.

    Intanto, proprio da uno che – politicamente- sta dalla medesima parte del Governo regionale, il consigliere comunale Nuccio Azzarà, a fronte della sordità dei vertici regionali rispetto a tutte le tamatiche suddette, giunge una richiesta di formale investitura da parte del Consiglio comunale al Sindaco di Reggio.

    In buona sostanza Azzarà chiede che l'Assemblea cittadina dia mandato a Giuseppe Scopelliti di tutelare gli interessi di Reggio personalmente presso Agazio Loiero.

    Le richieste sono numerose:

    la realizzazione presso l'aeroporto di un elicottero di soccorso abilitato al volo notturno; l'installazione di elisuperficie presso gli Ospedali Riuniti;

    l'immediata equiparazione del numero di ambulanze alle altre province calabresi;

    lo spostamento della competenza gestionale dall'Asp reggina, allo stato in forte precarietà, all'Azienda Ospedaliera.

    Quanto prima di tutto ciò se ne dovrà occupare il Consiglio comunale

    In chiusura, alcuni dati: una postazione in più (ambulanza nuova e relative equipes sanitaria e para sanitarie per coprire l'h24) costerebbe alla collettività circa 750.000 euro/anno se realizzata "internamente", circa la metà se "esternalizzata" (sistema introdotto da Napolitano e che gli ha consentito di portare da due (!!) a cinque i mezzi in servizio presso il territorio dell'ex Asl 11).

    I dati relativi, invece, alle consulenze ve li risparmiamo.

    Per ora.

    www.giusvabranca.com