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    De Magistris, la palla al Csm

    demagistris_legaliltaliaDopo settimane di polemiche e botta e risposta tra il ministro della Giustizia Clemente Mastella e il pm di Catanzaro Luigi De Magistris, la parola passa alla sezione disciplinare del Csm. Il 'Tribunale dei giudici'


    di Palazzo dei Marescialli decidera' domani sul trasferimento cautelare del pm catanzarese e del capo della Procura Mariano Lombardi, chiesto dal Guardasigilli dopo le ispezioni fatte dai suoi 007 negli uffici giudiziaria calabresi. La decisione e' attesa per domani, ma come ha anticipato il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, la pronuncia della Camera di Consiglio potrebbe slittare, visto che a Palazzo dei Marescialli continuano ad arrivare altre carte utili al giudizio. Se invece domani si decidera' di procedere subito, la pronuncia sul trasferimento potrebbe richiedere piu' giorni di camera di consiglio. Appare dunque difficile l'ipotesi che domani si sappiano gli esiti della decisione della sezione disciplinare, vista la complessita' del caso. Soprattutto dopo che Mastella, due giorni fa, ha chiesto al collegio giudicante di acquisire agli atti anche un'integrazione della incolpazione che ha gia' formulato su De Magistris e sulla base della quale ha gia' chiesto il suo trasferimento d'ufficio per ragioni d'urgenza. Accuse che ora si riferiscono alle inchieste 'Poseidone' e 'Why not'. In particolare, l'inchiesta 'Poseidone' riguarda la gestione di fondi comunitari per l'emergenza ambientale in Calabria che il procuratore capo di Catanzaro Mariano Lombardi aveva revocato a De Magistris, non essendo stato informato dell'iscrizione nel registro degli indagati del senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli. Le accuse contenute nella nuova documentazione inviata dal Guardasigilli a Palazzo dei Marescialli riguarderebbero in particolare irregolarita' da parte di De Magistris nel provvedimento di secretazione relativo all'iscrizione nel registo degli indagati di Pittelli e del generale Walter Lombardo Cretella. Tra le accuse anche numerose fughe di notizie da parte del pm nelle nuove inchieste, come quella che ha visto coinvolto il premier Romano Prodi denominata 'Why not'. Un ''disinvolto rapporto con la stampa del tutto disattento ai profili di riservatezza delle attivita' di indagine preliminare'', ''ripetute e incontrollate fughe di notizie'' e una omissione di ''qualsiasi cautela idonea a prevenire la diffusione'' di elementi d'indagine riguardanti l'inchiesta ''Why Not''. In particolare, per quanto riguarda gli avvisi di garanzia nei confronti del premier Romano Prodi e di Luigi Bisignani, entrambi indagati nell'inchiesta in questione. Queste le contestazioni nel dettaglio contenute nel nuovo atto di incolpazione del ministro Mastella nei confronti del pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Una riservatezza che sarebbe stata violata perche' l'iscrizione nel registro degli indagati di Prodi risulta essere stata ''disposta il 13 luglio 2007'', mentre la notizia ''veniva diffusa lo stesso giorno attraverso il sito web di Panorama''. Non solo. Secondo quanto relazionato dagli ispettori di via Arenula, prima che fosse pubblica l'iscrizione del presidente del Consiglio nel registro degli indagati, sul settimanale ''Panorama'' usciva un articolo dal titolo 'Le relazioni pericolose del Professore' in cui si faceva riferimento a persone indagate vicine a Prodi. Mastella giudica inoltre ''abnorme'' e ''senza alcun crisma di ufficialita''' il provvedimento di secretazione relativo all'iscrizione nel registo degli indagati nell'inchiesta 'Poseidone' sulla gestione di fondi comunitari per l'emergenza ambientale in Calabria del senatore di Fi Giancarlo Pittelli e il generale Walter Lombardo Cretella. Una condotta giudicata dal ministro lesiva dei ''doveri di diligenza, di equilibrio e di rispetto delle norme anche regolamentari'' da parte del pm, perche' con ''negligenza inescusabile'' non ha rispettato l'obbligo di immediata iscrizione nel registro delle notizie di reato. Si e' trattato, sottolinea il Guardasigilli, di una iscrizione ''destinata per ragioni di riservatezza a rimanere nell'armadio blindato dell'ufficio, senza alcun crisma di ufficialita', e nella sostanziale privata disponibilita' del pm'', che ha provocato una ''lesione'' dei diritti delle ''persone cui e' attribuito il reato''. E cio' appare illogico a Mastella, perche' ''per la qualita' di parlamentare rivestita dal senatore Pittelli la secretazione non poteva essere funzionale al compimento di atti a sorpresa nei suoi confronti, in quanto non consentiti'' nei suoi confronti per la sua funzione di parlamentare. Passando alle fughe di notizie imputate al pm, secondo l'accusa, avrebbero riguardato anche l'avviso di garanzia nei confronti di Luigi Bisignani, indagato dell'inchiesta ''Why not'', e il caso del decreto di perquisizione a carico del Pg di Potenza Vincenzo Tufano.Queste nuove incolpazioni vanno ad aggiungersi a quelle gia' al vaglio del 'Tribunale dei giudici' riguardanti le fughe di notizie nell'inchiesta sulle toghe lucane, ossia sul presunto comitato d'affari che avrebbe agito in diversi settori in Basilicata. In sostanza, il ministro Mastella, facendo proprie le conclusioni dei suoi ispettori, addebita a De Magistris l'omessa vigilanza sulle fughe di notizie relative alla sua indagine sulle toghe lucane. E gli chiede conto delle interviste rilasciate a inchiesta ancora aperta e, percio', giudicate inopportune. De Magistris, aggiungono gli ispettori, ha omesso ''di far rispettare le disposizioni" sull'organizzazione, sul controllo. dell'attivita' del suo ufficio e sulla sua sicurezza a indagini ancora aperte sulle toghe lucane. Con il risultato che ci sono state "gravi e sistematiche violazioni del segreto dei relativi atti''. ''Gravi anomalie", continuano, hanno connotato l'inchiesta sulle toghe lucane e hanno determinato "disastrose conseguenze sull'amministrazione della giustizia penale nel distretto giudiziario Sotto la lente del Csm anche l'atto di perquisizione notificato al pg di Potenza Tufano, e in particolare le motivazioni, ritenute "sovrabbondanti e non necessarie". Per Lombardi l'accusa e' quella di non aver vigilato perche' tutto cio' non accadesse, nella sua duplice veste il capo della Procura e di coassegnatario del procedimento sulle toghe lucane. Infine, Mastella ha chiesto alla sezione disciplinare di Palazzo dei Marescialli di acquisire anche gli atti della Prima Commissione del Csm, che da mesi si occupa dell'inchiesta 'Poseidone', assegnata e poi revocata a De Magistris dal procuratore Lombardi. Circa 6000 pagine al vaglio del 'tribunale dei giudici', tra le relazioni degli ispettori di via Arenula e migliaia di pagine di allegati. Gli atti in mano alla Prima commissione andrebbero cosi' ad aggiungersi alla gia' ricca documentazione al vaglio della sezione disciplinare che dovra' valutare l'urgenza di un trasferimento dei due magistrati. Tra gli atti della commissione ci sarebbero anche vari esposti giunti a palazzo dei Marescialli, come quello del sostituto procuratore di Potenza, Felicia Genovese, coinvolta nell'inchiesta sulle toghe lucane, che lamentava irregolarita' nelle indagini a suo carico da parte di De Magistris. E ancora, in mano alla Prima commissione ci sarebbe un esposto dell'imprenditore Antonio Saladino, indagato nell'inchiesta 'Why not', che avrebbe lamentato la violazione del segreto istruttorio per alcune notizie diffuse dalla stampa su una perquisizione subita. Infine sulla fuga di notizie riguardo le indagini del pm catanzarese ci sarebbe un esposto inviato dal deputato dell'Udc Giuseppe Galati che denunciava una valanga di interviste concesse dal magistrato. Su Lombardi la Prima commissione ha gia' aperto una procedura di trasferimento d'ufficio, mentre su De Magistris l'indagine e' ancora all'inizio. (Adnkronos)