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    Test universitari truccati: facile puntare il dito solo contro Bari, Messina e Catanzaro

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    Sarà anche uno strumento per veicolare i flussi di lavoro, ma da più parti, il numero chiuso  viene considerato come il più grande controsenso per un paese in cui vige il diritto all’istruzione.  I dubbi sulla legittimità del sistema, diventano ancora più grandi quando ci si trova a doversi  confrontare con situazioni, come quelle degli ultimi tempi, in cui i sospetti sui  possibili brogli sui test di ammissione hanno messo a dura prova la credibilità dell’intera università italiana. 


    Plichi aperti prima del regolare inizio della prova,  presunte tangenti versate a favore dei vari responsabili delle università , utilizzo di apparecchi telefonici e palmari, stagionati partecipanti pronti ad aiutare il candidato più giovane in panne, carenza di controllo all’interno delle aule e risultati esorbitanti  sotto il profilo dei punteggi conseguiti con graduatorie nominali che tardano ad arrivare sono solo alcune delle motivazioni che hanno portato molti concorrenti a ricorrere al Tar affinchè venga invalidato l’esito della prova di accesso.
    Il ministro Mussi ha, saggiamente,  preferito spostare l’attenzione sui presunti malaffari all’interno delle facoltà di Bari, Catanzaro e Messina piuttosto che fare riferimento alla totale incompetenza della commissione,  da lui formata,  dedita alla creazione dei test , rea di aver formulato due  quesiti privi di risposte adeguate.
    Senza entrare nel merito di ciò che è accaduto nei vari atenei, per i quali sarà la magistratura a valutare le rispettive responsabilità, dovrebbe essere rivisto  l’intero metodo di reclutamento per le facoltà ad accesso programmato, in modo da poter ridurre al minimo la possibilità che studenti poco brillanti possano avere accesso a corsi di studi difficili e delicati.
    L’Italia è un paese in cui la meritocrazia non esiste e questo è dimostrabile con il fatto che il voto di maturità ha una valenza decisamente marginale rispetto al valore del test di ammissione, che è sempre più una  lotteria in cui a vincere sono sempre più spesso coloro i quali hanno più fortuna o, alla luce di quanto emerso, quelli con più santi in paradiso. E la dimensione di questo paradiso è francamente difficile da individuare, soprattutto per la legge…

    Pasquale De Marte