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    Le sliding doors di Sogas

    aereoda CalabriaOra del 19 settembre 

    “Sliding doors” è il nome di un film di successo del 1998.
    Il regista, Peter Howitt, fa vivere alla protagonista, contemporaneamente, due esistenze parallele, due vite molto diverse, caratterizzate da stati d’animo opposti.
    In Sogas, a Reggio Calabria, all’aeroporto dello Stretto, accade grosso


    modo la stessa cosa: da una parte ci si profonde, alla luce delle due grosse manifestazioni di interesse ricevute per la privatizzazione del 35% delle quote, in legittimi peana per le prospettive di rilancio dello scalo, dall’altra si vive una situazione paradossale sulla vicenda “Club Air”.
    Ma, come sempre, procediamo con ordine e conferiamo la ribalta all’insediamento della Commissione tecnico-amministrativa che segue la privatizzazione parziale e che si insedierà il prossimo 24 settembre e, di conseguenza, alla soddisfazione scaturente dallo spessore delle offerte ricevute: “Il fatto che due gruppi economici della caratura di SAC/Interbanca e Miro Radici si siano fatti avanti per investire sull’Aeroporto dello Stretto” – recita il quotidiano comunicato di Sogas – “conferma le ottime potenzialità di sviluppo di uno scalo che fino a due anni fa era a rischio di chiusura e che oggi è entrato a pieno titolo non solo nel settore dei trasporti aerei, come hanno confermato gli osservatori nazionali ed internazionali fin dalla chiusura del traffico del 2006 (in cui si è registrato il +59% rispetto all’anno precedente), ma anche in quello economico.
    Ci stiamo occupando” ¬–specifica l’Amministratore Unico Fuda –  “delle ultime procedure per terminare la realizzazione dei tanti lavori che hanno cambiato il volto dello scalo in questi due anni: il 19 ottobre si chiuderanno i termini di presentazione delle offerte per l’aggiudicazione dell’appalto integrato riguardante la ristrutturazione, l’adeguamento e l’ampliamento del terminal. Pochi giorni prima, il 15 ottobre, scadranno i termini per un altro bando aperto, relativo alla costruzione di un edificio polifunzionale e sosta mezzi di rampa da realizzarsi nell’area airside. Nei prossimi giorni sarà pubblicato l’ultimo bando che esaurirà l’utilizzo dei fondi a disposizione per realizzare le opere previste. Questo sforzo permetterà all’infrastruttura di essere pronta ed operativa, di rispondere nel migliore dei modi alla prossima e definitiva fase di rilancio e potenziamento. Non solo dell’aeroporto, ma di tutta l’Area dello Stretto”.
    Che il futuro dello scalo di Ravagnese possa essere roseo può fare solo piacere, ma ci saremmo aspettati, nel comunicato, di trovare un riferimento, di qualsivoglia tenore, alla pirandelliana vicenda Club Air che CO ha reso di dominio pubblico, probabilmente in maniera impertinente.
    Il “pasticciaccio brutto” di Club Air irrompe di diritto nella categoria delle vicende gravi ma non serie.
    Gravi perché in quel che resta di questo sgangheratissimo Paese  esiste una compagnia aerea titolare di licenza di volo (sia pure fino al 31 gennaio 2008) che è autorizzata a coprire le rotte che collegano Reggio a Bologna, Pisa, Torino e Verona, che sta per concludere con AirMalta l’accordo per la disponibilità degli aeromobili e che sul suo sito ufficiale indica date, orari, voli e tariffe commercializzando – quindi incassando soldi – anche i biglietti per dei voli rispetto ai quali Sogas non sa nulla.
    Non serie perché, però intanto Club Air continua a vendere i biglietti per dei voli che dovranno partire dal “Tito Minniti”, ma di quello che accadrà – a norma di contratto di trasporto siglato tra i clienti di Club Air  ed il vettore – il padrone di casa, la Sogas continua a ripetere di non sapere nulla.
    “Ribadisco che non ne sappiamo nulla” ¬ – conferma telefonicamente il senatore Fuda – “stiamo attendendo una proposta scritta che ci è stata preannunciata a voce e che valuteremo. Ma ad oggi non è arrivata nessuna domanda”.
    Se si tratti, da parte di Club Air, di un modo per forzare la mano in base alla vecchia quanto valida tattica del fatto compiuto non è dato sapere, ma adesso, vista l’inchiesta di CO, anche in Sogas sanno che qualcuno vende dei biglietti per qualcosa che accadrà sulle loro piste.
    Una presa di posizione ufficiale, scritta, soprattutto chiara e netta che illumini anche gli utenti rispetto alle attività ed ai comportamenti da porre in essere sarebbe non solo doverosa, ma anche profondamente responsabile.
    Tutto sommato sapere se è vero che il volo che l’Enac ha autorizzato e che Club Air continua a commercializzare (e per il quale qualcuno magari spende dei soldi) partirà o no dall’aeroporto dello Stretto, forse per la gente comune è importante almeno quanto conoscere le dinamiche societarie che garantiranno (si spera) un futuro roseo, ma che non impediscono, evidentemente di vivere un presente imbarazzante.

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