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    Come i commendatori di Aldo Fabrizi, la cultura non va a peso…

    venezianiCambiare, stravolgere il modo di concepire l’approccio alla cultura della città di Reggio.
    E’ una scommessa forte, quella che Marcello Veneziani quasi lancia sul tavolo dell’Amministrazione Comunale di Reggio. Il cambiamento forte, reale, consiste nell’intendere la cultura come un percorso costante, continuo, costellato di eventi senza soluzione di continuità e collegati tra di loro da un


    sottilissimo filo rosso: quello del pensiero oltre.
    Oltre gli stereotipi, oltre gli schemi, oltre i luoghi comuni, ma anche oltre – finalmente – i paletti del consenso di massa che possa giustificare la spesa.
    La cultura è come i commendatori di Aldo Fabrizi, non va a peso, ed allora Giancarlo Giannini che recita passi del “Segreto del Viandante” sulle note di Franco Battiato eseguite da un quartetto d’archi nell’ambito di “Ritorno al Sud”, oppure il “Processo alla bellezza”, con i Bronzi di Riace che, finalmente, sono quello che sono e cioè – contemporaneamente – testimonial ed imputati, rappresentano ben più che una semplice novità.
    Simboleggiano, forse, un “incrocio pericoloso”, al pari di quello che il cartellone propone tra trasgressione e tradizione, con Pasolini protagonista.
    Peraltro, in un cartellone ricchissimo e che sarà chiuso, a luglio 2008, dal “Festival internazionale della pazzia” (solo un caso…???) nomi come quelli di Giorgio Albertazzi, Roberto Benigni, Massimo Cacciari, Stefano Zecchi, Paolo Mieli, Pasquale Squitieri, Vittorio Sgarbi, Pamela Villoresi, Enrico Montesano sono ben più di un bigliettino da visita.
    Sono le premesse per la scommessa di andare oltre…

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