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    “Qui si muore nell’indifferenza”

    locri"La mia e' una storia semplice e comune. Inizia nel 1984, con il trillo del telefono di casa. Rispondo io, una voce di uomo dice che se mio padre non paghera' moriremo tutti. E' la mia prima telefonata intimidatoria, quella che chiude per sempre un'infanzia spensierata. Ho quattordici anni, vado a scuola. Papa' verra' ucciso cinque anni piu' tardi". E' quanto dichiara in un'intervista a 'La Stampa' Stefania Grasso, figlia dell'imprenditore ucciso 18 anni fa dalla 'ndrangheta per essersi


    rifiutato di pagare il pizzo. "Sono disorientata, perche' non riesco a credere che in Germania, in meno di ventiquattr'ore, possano aver messo insieme un identikit – prosegue la Grasso – Di fronte all'attenzione del mondo e dei media io, che vivo in un paese dove si muore ogni giorno nell'indifferenza, non posso fare a meno di pensare: accidenti, eppure, anche la Calabria e' in Europa". "Nessuno puo' essere costretto ad andarsene dalla sua terra- aggiunge – se tutte le persone oneste se ne vanno via, qui in Calabria e' davvero finita". Stefania Grasso definisce la 'ndrangheta come "un'associazione potente e organizzata, che ha dalla sua l'arroganza delle armi, percio' vince. Che lucra e reinveste capitali ovunque, anche all'estero, anche in Germania, la' dove ora tutti gridano allo scandalo. L'unica differenza e' che qui siamo costretti a sopportare l'occupazione militare delle strade. Anzi, no. Non e' l'unica. Ce n'e' un'altra: ora tutti si aspettano, e me l'aspetto anch'io, che a Duisburg nel giro di qualche giorno ci siano degli arresti. Qui a Locri, invece, siamo rassegnati a non veder pagare nessuno, mai". (Adnkronos)