• “Legalitalia”: la parola alle donne

    legalitalia_palco“Donne e mafia, donne e legalità”.

    Questo il tema della tavola rotonda che ha animato la seconda giornata di “Legalitalia”, meeting promosso dal movimento “Ammazzateci tutti”, che ha il proprio quartier generale a piazza Duomo. A coordinare gli interventi, la giornalista del TG5, Maria Luisa Cocozza.


    Ad aprire la serata però è stato un significativo monologo sul tema, scritto e interpretato magistralmente da Aldo Rapè che ha coinvolto la platea presente in piazza, strappando anche rape_aldouna standing ovation finale. Successivamente sul palco sono saliti i ragazzi della sezione di Catania del movimento “Addio pizzo”, che hanno rinsaldato la propria alleanza e “partnership” con i ragazzi di Locri.
    Dopo qualche minuto la parola è passata agli ospiti di Maria Luisa Cocozza, tra cui Rosanna Scopelliti, l’assessore alla Sanità della regione Calabria, Doris Lo Moro e la componente della Commissione Parlamentare Antimafia, Angela Napoli.

     

    La discussione è partita dalla figura femminile, ma ben presto ha ampliato il raggio d’azione: “Credo nelle donne – ha affermato Doris Lo Moro -, che possono giocare un ruolo fondamentale nella società e anche nella lotta alla ‘ndrangheta, ma non esiste la colpa degli uomini e l’innocenza delle donne. Capisco l’esigenza dei giovani di distinguere il bianco dal nero – ha proseguito Doris Lo Moro, lomoro_legalitaliama purtroppo so anche che non è affatto semplice farlo; esiste infatti tanto grigio, tanta promiscuità tra mafia e ambienti di governo”. Poi è il turno di Angela Napoli: “Non sono una femminista, ma sarei favorevole a responsabilizzare di più le donne che per propria natura sono meno corruttibili e più sensibili – ha affermato la parlamentare –“. Doris Lo Moro e Angela Napoli: due donne agli antipodi dal punto di vista ideologico e politico, ma così vicine quando si parla di lotta alla criminalità.
    angelanapoli_legalitaliaAssente il ministro Melandri che pure era stata annunciata, testimonianze molto toccanti sono invece state fornite da madri e figlie, intervenute sul palco, che, negli anni, hanno visto stroncate le vite dei propri cari per colpa della “mano nera”; significativo, a tal proposito, l’intervento di Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe Alfano, che ha voluto, tra l’altro, ricordare il giudice Nino Scopelliti: “Trovo vergognoso – ha affermato Sonia Alfano – che il dottore Scopelliti non sia stato ancora riconosciuto vittima della mafia. La Calabria non lo ha dimenticato, come non lo ha dimenticato l’Italia intera: so infatti che il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici – ha proseguito Sonia Alfano – ha proposto l’intitolazione di un giardino della città toscana al giudice Nino Scopelliti”.
    Domani ultima tappa del meeting: nel corso della giornata interverranno, tra gli altri, Pino Masciari, Nicola Gratteri e Luigi De Magistris.

     

    Claudio Cordova

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