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    Omicidio Rende: Reggio sotto choc

    rendeluigiok"Se sono ancora vivo lo devo a lui". Così il collega di Luigi Rende (nella foto di Attilio Morabito tratta da Gazzetta del Sud), Nino Suraci, ha ricordato l'amico ucciso ieri nella sparatoria di via ecce homo.

    Rende, alla guida del furgone, non ha esitato a sparare per difendere il contenuto del furgone e questo, pur portando al ferimento – e quindi alla cattura- di tre banditi, ha segnato la sua fine.

    Intanto i dettagli della scena da far west vissuta all'alba di ieri a Reggio regalano schegge di terrore purissimo. "Dal balcone ho visto uno dei rapinatori ancora con l'arma in pugno che urlava come un pazzo chiedendo aiuto per l'amico rimasto a terra e sbattendo la testa nelle automobili" – ha dichiarato uno degli abitanti dei palazzi circostanti, mentre la strada che in quell'esatto punto diventa un budello ha fatto il resto.

    Ma le cause della tragedia non sono tutte qui. La polemica sull'inadeguatezza degli strumenti e delle dotazioni organiche dei vigilantes è appena cominciata e tutto sembra tranne che infondata

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