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    Minniti: “De Sena come Luigi Rende; indicano la via per tutti noi”

    minnitimarco_14_magDoveva essere un intervento tipico di un passaggio di consegne, ed invece il discorso che il viceministro degli Interni, Marco Minniti, ha voluto svolgere in Prefettura ha assunto ben presto le caratteristiche di un appello, appassionato, alle forze sane della Calabria ed alle risorse che dallo stesso territorio giungono. Nel ricordare l'impegno e l'attività di Luigi De Sena, Minniti ha sottolineato come "il Prefetto


    arrivò a Reggio subito dopo l'omicidio Fortugno, al cospetto di una terra in ginocchio in cui lo Stato non riusciva più a mostrare con orgoglio e dignità la propria bandiera. De Sena" – ha proseguito Minniti- "ha preso questa bandiera strappata, l'ha messa a posto e, soprattutto, l'ha rimessa al proprio posto, per una battaglia dura ma che lo Stato in Calabria sta portando avanti, come dimostrato dalle numerosissime operazioni contro le organizzazioni criminali che sono state compiute e che hanno assicurato alla giustizia pericolosi criminali tra i quali, ad esempio, i responsabili dell'omicidio di Franco Fortugno."

    Dal viceministro degli Interni, oltre che gli elogi incondizionati per l'opera di De Sena "che non a caso va a ricoprire il ruolo di vicario di capo della Polizia", sono giunte alcune valutazioni sull'omicidio della guardia giurata Luigi Rende.

    E qui il tono di Marco Minniti è diventato accorato: "L'esempio di Luigi De Sena" – ha detto Minniti- "fa il paio con quello, eroico, di Luigi Rende; entrambi, sia pure in modo diverso nella genesi (facendo riferimento alla commozione ed all'affetto verso la città in precedenza sottolineati da De Sena n.d.r.), sono figli di Reggio. Un uomo come Rende deve diventare un eroe per la nostra comunità, per i nostri figli. Il suo esempio deve diventare un punto di riferimento per tutti noi, per ciascuna nostra attività quotidiana. Rende avrebbe potuto voltarsi dall'altra parte, lasciare compiere la rapina e salvarsi la vita. Ed invece no! Non lo ha fatto perchè la divisa che indossava glielo impediva. E questo sbarramento etico-morale impedisce altri tipi di valutazione. E ciò deve riguardare tutti noi, ogni nostro tipo di approccio. La morte di Luigi Rende, nella sua tragica valenza, è un punto di forza della nostra comunità, non di debolezza. Grazie alla reazione di Rende oggi sei pericolosissimi criminali sono stati arrestati; altrimenti sarebbero ancora in giro a compiere reati gravissimi".

    Un ultimo pensiero Minniti lo ha rivolto al nuovo Prefetto di Reggio, il reggino Franco Musolino: "Era ora che anche a Reggio potesse giungere un Prefetto di Reggio" – ha detto il viceministro degli Interni- "altrove accade da sempre, per Reggio, pur non essendoci nulla che lo vietasse, la 'vulgata' diceva che non era possibile, perchè…perchè…Reggio è Reggio…Ma dico di più" – ha concluso Minniti- "è ora che tutte le straordinare e numerose intelligenze reggine che si sono formate lontano da Reggio tornino a casa, in tutti i campi, per fornire il loro contributo"