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    Il Palio di Ribusa

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    di Elia Fiorenza

    Entra nel vivo la XIª edizione del Palio di Ribusa, che, contrariamente alle precedenti edizioni, tutte incentrate sulle opere del filosofo stilese Tommaso Campanella, sarà caratterizzata da una formula speciale che ha le linee-guida in uno slogan multitematico “Sanguinis Praetio” richiamante la conquista di Stilo ad opera di Carlo V, erede di Filippo il Bello d’Asburgo, arciduca d’Austria e di Giovanna la Pazza,


    figlia di Ferdinando d’Aragona e di Isabella di Pastiglia, il quale, fra altri
    onori, ammesse agli Stilesi che nel loro scudo gentilizio spiccasse l’aquila nera, a due teste, di casa d’Austria. Non è poi fuori luogo rammentare che il motto di questo segno è tutto spirante amore di patria e passione di sacrificio: “Sanguinis praetio”.
    In realtà Carlo V conquistò l’Illustrissima Civitas Styli a prezzo di sangue, perdendo più uomini d'armi nell’assedio di quella inflessibile Città che in una vera e propria battaglia.

    Così quest’anno l’undicesima edizione del Palio di Ribusa verrà
    rievocata “a qualsiasi costo” malgrado gli scarsi finanziamenti da parte della
    Regione Calabria. In realtà unico finanziamento oltre all’impegno del Comune di
    Stilo, sarà quello della Provincia di Reggio Calabria (€ diciasettemila circa).
    L’edizione del duemilasette  sarà infatti un’immersione totale nel passato e nella
    storia della contea di Stilo; una piccola confederazione di cui facevano parte, oltre
    a capoluogo, i “casali” di Pazzano, Riace, Camini, Stignano e Guardavalle. La nascita
    del Palio è strettamente legata allo svolgimento della Fera de Ribusa, una delle più
    apprezzabili fiere che venivano organizzate nella Calabria Citra e nella Calabria
    Ultra, ma soprattutto alla storia di Stilo e del suo Regio Demanio. Il termine Ribusa
    (luogo di rovi) riconvoca, appunto, alla mente l’epopea della nobile Città
    del Sole e del vasto territorio su cui aveva la più assoluta giurisdizione.
    Pregiatissimi sono i documenti relativi alla Fera di Ribusa rogati dai notai Giuseppe
    Carbonara e Giuseppe Bardaro nel 1650 e nel 1717: la fiera istituita intorno all’anno
    Mille, raggiunse la sua massima rilevanza nei secoli XV, XVI e XVII, allorquando
    Stilo toccò l’apice della sua floridezza economica, dovuta principalmente
    all’attività delle miniere. Il Palio di Ribusa è un evento in cui l'esatta
    ricostruzione storica è resa viva ed autentica dal coinvolgimento popolare, che
    riesce a creare un clima difficilmente riscontrabile in altre manifestazioni in
    costume. È un festival di musiche e spettacolazioni medievali senza schemi e senza
    forzature, in cui la storia rivive attimo per attimo anche nei più piccoli gesti,
    nelle espressioni dei volti, nelle ombre e nelle pietre della Città antica.
    Quest’anno sul canovaccio degli avvenimenti principali gli artisti in costume
    ricreeranno per due giorni, sabato 4 e domenica 5 agosto, l'atmosfera e le situazioni
    di una città assediata, coinvolgendo il visitatore che diventa al tempo stesso
    testimone degli eventi e protagonista, confondendosi tra maghi, sibille, imbonitori e
    uomini d'armi; frequentando le osterie e le taverne dove converranno anche i
    funamboli e gli incantatori, sussultando per gli imprevisti scoppi delle truppe di
    archibugieri. Come per i guerrieri e i popolani, il visitatore dovrà sottostare agli
    obblighi ferrei del lasciapassare; dovrà accettare di buon grado l'eventuale inquisizione
    da parte delle guardie di ronda, e rischierà la berlina se nelle osterie alzasse
    troppo il gomito; e poi odore di polvere da sparo ovunque, tamburi, ordini concitati,
    ispezioni alterigia dei soldati dell’Illustrissima Civitas Styli, profumi e i sapori
    delle pietanze genuine e medievali.