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    Ecco la “zona grigia”. Nelle parole di Boemi nel 1998!

    boemi24lugLa cosiddetta "zona grigia", quella in cui si sfiorano fino a toccarsi interessi illegali e para-legali, fino a diventare illegali, qualle zona dove possono sedere allo stesso tavolo rappresentanti di fasce della società che altrimenti non avrebbero nè modo nè motivo di incontrarsi è continuamente all'attenzione degli inquirenti calabresi. Eppure già il 18 marzo del 1998 il Procuratore Aggiunto e coordinatore della DDA (esattamente come oggi), Salvo Boemi, alla Commissione Nazionale Antimafia, in missione a Reggio, ebbe modo di dire delle cose tanto chiare quanto gravi: giova rileggere alcuni passi: "Poichè non posso vivere lontano dalla mia terra" – disse Boemi al Presidente Lumia – "mi sono chiuso in casa, dove sento della buona musica, vedo i films e tutte le partite di calcio. Credetemi: mi è stato


    impossibile vivere in mezzo alla gente. Tuttavia prendo atto del fatto che altri magistrati hanno una casa al mare, una in montagna, una città e una barca; non so come tutto questo sia possibile…Non è vero che i processi si aggiustano portando le mazzette ai magistrati, che non ne hanno bisogno avendo la possibilità di comprare case e ville in modo molto più diluito nel tempo. La massoneria è un centro di relazioni che consente agli avvocati di giocare a carte con i magistrati e a questi ultimi di trovarsi allo stesso tavolo degli imprenditori e in questo modo i processi probabilmente si aggiustano. Quindi molti processi non sono arrivati a definizione a causa di questo coacervo di relazioni che non si ha con il netturbino, ma tra avvocati, magistrati e uomini delle istituzioni di questa città"