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    Cortese: “E’ gente spietata, ma li abbiamo presi tutti. Lo dovevamo a Luigi Rende”

    cortese24lugE' stata una giornata infernale per il massimo dirigente della Squadra mobile reggina, Renato Cortese e per i suoi più stretti collaboratori, a partire dal dirigente della sezione omicidi, Franco Oliveri. La sparatoria stile far west, culminata con l'omicidio della guardia giurata Luigi Rende, 31 anni, ha scatenato una vera e propria caccia all'uomo culminata con l'arresto di tutti i sei componenti del commando (nelle foto in pagina seguente).

    Ancora è troppo presto per analizzare a fondo il contesto di quanto avvenuto, ma" – afferma Cortese- "oggi il nostro sforzo è stato totale nella direzione dell'individuazione dei responsabili che sono stati tutti assicurati alla giustizia. Dalla giornata di domani cercheremo di scoprire se vi sono legami tra l'episodio e la criminalità organizzata. Di certo c'è" – prosegue Renato Cortese- "che non si tratta di gente sprovveduta, nè di un'azione improvvisata, come dimostrato dal volume di fuoco e dalla spietatezza dell'azione stessa. Tra l'altro quasi tutti hanno precedenti specifici e questo testimonia la caratura dei personaggi. A tutti sono stati contestati l'omicidio volontario, in base all'art. 116 del codice penale, e la tentata rapina; sia ai tre feriti che hanno preso parte alla sparatoria, che agli altri tre, comunque presenti sul luogo. Domani ne sapremo di più sul resto" – conclude Cortese- "per oggi prenderli tutto era il minimo che dovevamo al povero Rende"

    Questi gli arrestati: da sinistra verso destra Familiari Santo, Gullì Francesco, Familiari Giovanbattista, Papalia Giuseppe, Papalia Domenicantonio e Marino Marco

     

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