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    E così Reggina e Juventus tornarono ai ferri corti…

    alessioseccoTra Reggina e Juventus, storicamente – tranne una parentesi nel 2000- i rapporti sono stati eccellenti, al pari di quelli interpersonali tra Lillo Foti ed Alessio Secco, giovane ds bianconero (nella foto). La giornata di oggi, tuttavia, segna in qualche modo una svolta in negativo che, di fatto, interrompe bruscamente il filo diretto tra le due società.

    La Reggina aveva individuato tre calciatori bianconeri che potevano fare al caso della compagine di Ficcadenti, e si trattava di tre calciatori di grande spessore: Zalayeta, Piccolo e Marchisio.

    Per l'attaccante, dopo i primi incoraggianti contatti con la Juve, la trattativa si era arenata di fronte all'inamovibile "no" del calciatore, ma per gli altri due il discorso era non solo in piedi, ma vedava la Reggina in posizione privilegiata rispetto alla concorrenza che, soprattutto per Marchisio, è abbondante.

    L'accordo tra le società è presto fatto: Piccolo a Reggio in compartecipazione e Marchisio in prestito secco. Stretta di mano tra Secco e Foti, appuntamento giovedi a Torino per la firma.

    A poche ore dall'incontro Lillo Foti telefona ad Alessio Secco e gli comunica di aver cambiato idea e che Piccolo non rientra più nei programmi della Reggina.

    Secco si infuria, ribatte che dopo l'accordo aveva fatto cadere le trattative per altre richieste relative al difensore e, contestualmente, interrompe i canali diplomatici con la Reggina chiudendo la porta anche al trasferimento a Reggio di Marchisio.

    E così Reggina e Juve tornarono ai ferri corti…

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