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    Boemi: “La mafia gestisce questa città da 15 anni”

    boemisalvoL'operazione "testamento" è stata occasione ghiotta per fare il punto della situazione con gli inquirenti reggini rispetto
    all'azione di contrasto al crimine organizzato e se il Capo della Squadra Mobile, Renato Cortese, sottolinea la "piena collaborazione tra Polizia e Carabinieri", il coordinatore della DDA, Boemi – tra il serio ed il faceto- sottolinea come sia
    "un fatto storico questo rinnovato spirito".


    E' ancora Cortese a sottolineare l'importanza di operazioni come, ad esempio, quelle effettuata nel territorio della locride: "Questo tipo di operazioni, che non sono transnazionali, un pò lontane dalle luci dei media" – ha detto Cortese- "sono
    per noi più importanti di quelle sbandierate, benzina o no…"
    Ed il riferimento alle polemiche sui mezzi a disposizione degli investigatori è stato colto immediatamente da Boemi che ha rilanciato: "Voglio chiarire" – ha detto Boemi- "che il sistema istituzionale reggino sta funzionando; smettiamola di andare verso lo sfascio. Uno dei miei compiti è far funzionare al meglio le risorse che ho e lo stiamo facendo tutti assieme, a partire dai magistrati. E' tornato il gruppo, il pool, la voglia di lavorare assieme.
    Qui c'è un progetto di lavoro" – ha proseguito il coordinatore della DDA- "un attacco serio che intendiamo portare a quella borghesia mafiosa che da decenni fa ciò che vuole indipendentemente dalle indagini in corso.
    La Città deve fare una scelta; la parte onesta di Reggio ci deve dare fiducia e così noi potremo moltiplicare i risultati.
    Spero che questo nuovo spirito che ci anima sia percepito ed apprezzato dalla comunità, anche perchè è il frutto di anni di lavoro, ed anzi, in questo senso mi piace ricordare anche il lavoro fatto dal predecessore del dott.Cortese alla guida della Squadra Mobile, il dott.Arena."
    Boemi ha tenuto ad evidenziare ciò che, secondo lui, è il vero nodo del discorso:"Qui l'accento non va puntato soltanto sui rapporti  tra 'ndrangheta e politica" – ha ricordato Boemi- "ma piuttosto sulla pervasività generalizzata delle cosche su tutte le espressioni del territorio. E su questo terreno non vanno bene i magistrati-sceriffo, ai quali non credo, ma un gruppo di lavoro".
    In una sorta di flash-back storico stanno le fila del discorso, tirate da Boemi: "La pax mafiosa che vige dal 1991" – ha dichiarato il magistrato- "per noi è solo una tregua che fa seguito alle due guerre di mafia, che secondo noi possono essere ricondotte ad una sola, dal 1974 al 1991, appunto. Da allora" – ha concluso, durissimo, Boemi- "abbiamo assistito ad una spoliazione
    costante, continua, del pubblico verso il mafioso. La mafia sta gestendo questa città da 15 anni!"