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    “Why not”, Guccione (Ds): “Il magistrato non può sottrarsi a regole. No a processi mediatici !”

    guccione''Non ci stancheremo di invocare la certezza del diritto ed il rispetto di tutte le garanzie costituzionali per ogni cittadino. Ogni atto o provvedimento giudiziario che presiede anche allo svolgimento delle fasi investigative non puo' prescindere dal rispetto di questi principi''. Lo sostiene, in una dichiarazione, il segretario dei Ds della Calabria, Carlo Guccione, in relazione all' inchiesta della Procura di Catanzaro sul


    comitato d' affari che vede indagato, tra gli altri, il vicepresidente della Regione, Nicola Adamo, dei Ds. ''Le indagini – aggiunge Guccione – vanno svolte per accertare responsabilita' e prove rispetto a notizie criminis e fatti di reato ben individuati. Allungare ed estendere indagini su indagini, dando la sensazione di essere impegnati sempre alla ricerca di prove e di reati, non giova alla credibilita' degli stessi uffici di magistratura. I tempi delle inchieste debbono essere celeri e soprattutto le conclusioni con proscioglimento o richiesta di rinvio a giudizio debbono essere ancorati all' accertamento di prove, fatti e responsabilita' che rendano percepibili e dimostrabili eventuali contestazioni di condotte e responsabilita' di reato. Si ha la sensazione, invece, che si privilegi prima di tutto la via per fornire stralci e materiali ufficiali per promuovere ed alimentare veri e propri processi mediatici al fine di screditare l'immagine delle istituzioni democratiche e la dignita' e la reputazione delle singole persone. Nessuno, l'indagato o anche il magistrato d'accusa, puo' sottrarsi al processo o al pieno rispetto delle regole dettate dal codice nello svolgimento del procedimento penale''. ''Per quanto ci riguarda – sostiene ancora Guccione – e' doveroso invocare tutto cio' in un contesto come quello attuale del sistema giudiziario calabrese ed in particolare quello riguardante lo stato degli uffici giudiziari di Catanzaro. La serenita' e la imparzialita' da parte di un magistrato sono prerogative che in questa fase vanno rivendicate in nome di un diritto universale perche' e' nota l'assenza oggettiva di una condizione di normalita' della giustizia a Catanzaro. Cosi', vogliamo avere fiducia perche' la verita' giudiziaria venga fuori con nettezza e rapidamente''. (ANSA)