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    Il ritorno di “Calciopoli”: Messina nei guai

    palloneDa oggi, la storia di quel romanzo che risponde al nome di "Calciopoli" conosce una nuova pagina. E questa volta non si parla di giustizia sportiva, ma di quella ordinaria, ben più temibile sotto ogni punto di vista. I Carabinieri di Roma hanno infatti consegnato 48 avvisi di chiusura indagine firmati dalla Procura della Repubblica di Napoli: tra gli indagati compaiono i "soliti noti" Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto. Purtuttavia, vi sono nuove partite del campionato


    2004/2005 al centro delle indagini. Il fatto nuovo, a quanto si è appreso, è rappresentato dal coinvolgimento del Messina Calcio. Il primo riferimento al Messina è in una vicenda nella quale la società siciliana è coinvolta indirettamente: Messina-Reggina 2-1 del 31 ottobre 2004. Per quella partita risultano indagati per frode sportiva, i soli Luciano Moggi, all'epoca direttore generale della Juventus e l'arbitro Salvatore Racalbuto. Secondo l'accusa vi sarebbe stata la "dolosa ammonizione" del giocatore della Reggina, Giandomenico Mesto, allo scopo di di fargli saltare per squalifica il successivo incontro che la squadra calabrese avrebbe disputato in casa contro la Juve. I guai veri per il Messina sono altri: risulta sotto inchiesta, infatti, anche la partita Messina-Fiorentina 1-1 del 28 novembre 2004. Per tale incontro risultano indagati Moggi, l'allora direttore sportivo del Messina, Mariano Fabiani, l'arbitro Gianluca Paparesta e il quarto ufficiale di gara, Antonio Dattilo. Secondo l'accusa, Moggi e Fabiani, sono coinvolti in qualità di "istigatori", mentre Paparesta e Dattilo si sarebbero adoperato "per il raggiungimento di un risultato favorevole alla squadra siciliana". Vi è però un'altra partita incriminata per il Messina: quella del 23 gennaio 2005, vinta per 1-0 sul Parma. Gli indagati sono Fabiani, Moggi, Bertini e Dattilo che si sarebbero adoperati per far vincere il Messina. Gli stessi nomi, a esclusione di Dattilo, sono indagati, con la stessa accusa, anche per Siena-Messina 2-2 del 13 febbraio 2005. Il nome di Mariano Fabiani, ex ds giallorosso, nonchè uomo vicino a Luciano Moggi, compare tra gli indagati anche nell'ambito di altri match dello stesso campionato.