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    Crea: “La Laganà si dimetta!”

    creaQualcuno ha esagerato e, secondo Domenico Crea, ha abusato della pazienza.
    Un po’ come Catilina, insomma.
    Ora, non sappiamo se il consigliere regionale che ha preso il posto di Francesco Fortugno abbia pensato a Cicerone, ma, in ogni caso, proprio a ridosso della Santa Pasqua, è sbottato.
    Qualcuno, secondo Crea, ha male interpretato la sua scelta di adottare un contegno defilato e misurato rispetto al grande circo Barnum  delle dichiarazioni


    e polemiche degli ultimi mesi.
    “Ho atteso che ogni spinta emotiva decantasse” – ha dichiarato Crea- “prima di ripropormi, sommessamente con meri spunti di riflessione”.
    Insomma, per dirla in italiano, se qualcuno ha pensato che Mimmo Crea fosse un fesso ha sbagliato indirizzo.
    Ed infatti, dopo mesi di silenzio, Crea non le manda a dire ed attacca tutti, o quasi.
    Attacca la bramosia e il “dagli all’untore” con i quali venne approntato in quattro e quattr’otto il codice etico, unico esempio, secondo Crea, di legge “contra personam”, attacca lo scenario dal quale si generarono  valanghe di sollecitazioni nei suoi confronti di abbandono dello scenario politico.”
    Il tiro Crea lo alza mettendo nel mirino Maria Grazia Laganà e sottolineando la “scomposta reazione di chi, dal pulpito parlamentare, tende a delegittimare le attività investigative della Dia, insinuando il devastante sospetto relativo alla deviazione di apparati dello Stato.
    Porsi alla testa di cortei” – rimarca Crea- “salvo poi assestare colpi ferali al tanto sollecitato spirito di collaborazione della società civile nella lotta al crimine organizzato, con dichiarazioni tanto inopportune quanto speculative, contribuisce irrimediabilmente ad indebolire la coscienza collettiva. Un membro del Parlamento, un componente della Commissione Nazionale Antimafia” – mette il carico da undici Crea- “perché non si dimette? Potrebbe essere lecito dubitare di un esercizio del ruolo anche per fini personali?”
    Ancora più dura, se possibile, la risposta di Maria Grazia Laganà: “Con sgomento” – ha affermato la parlamentare- “sto assistendo ad un tentativo di ribaltamento dei ruoli e di falsificazione della realtà. Avevo messo in conto tutto, tranne che nel chiedere che si faccia piena luce sull’omicidio di mio marito mi sarei dovuta scontrare con parte delle Istituzioni”