Eravamo stati facili profeti: le pesantissime dichiarazioni di Maria Grazia Laganà non potevano restare lettera morta ed infatti è arrivata la replica della sezione reggina dell’Associazione Nazionale Magistrati.
Il taglio del documento è molto attento a puntualizzare pur senza esagerare nei toni, una sorta di monumento all’equilibrio.
Ed il rischio che solitamente si corre in questi casi, cioè quello di non dire tutto ciò che si intende
esprimere pare brillantemente superato dalla maestria della penna a cui è stata affidata la replica della magistratura reggina alle gravissime accuse della parlamentare:
“Le dichiarazioni dell’onorevole Laganà” – si legge- “forse anche oltre le sue intenzioni, oggettivamente indicano in maniera indistinta la magistratura reggina come protagonista di un groviglio inestricabile di poteri, volti a condizionare per finalità private l’esercizio delle funzioni che le sono affidate, squalificando l’Istituzione che si rappresenta, offrendone, così, all’opinione pubblica un’immagine distorta ed ingiusta”.
Il passaggio successivo, in verità è inquietante.
Testimonia una grande onestà intellettuale di chi scrive, ma non sgombra il campo da ombre ingombranti: “Non si vuole escludere a priori” – scrive l’ANM- “che anche nella magistratura reggina possano esservi situazioni personali che debbano essere valutate ed indagate, ma anzi, se dubbi vi sono, appaiono auspicabili i più ampi e completi accertamenti proprio in relazione alle vicende alle quali ha fatto generico riferimento l’onorevole Laganà”




