Sul merito dello scontro tra farmacisti ed Asl – ormai- si è detto tutto; ma, al di là delle ragioni dell’una o dell’altra parte un dato è, forse, ancora più importante.
La serrata dei farmacisti è del tutto legittima sul piano concreto-operativo, ma il danno per la gente comune rischia di diventare insopportabile, soprattutto in una Regione che è sull’orlo del collasso sociale.
Le farmacie hanno le loro ragioni – lo ripetiamo- ma la Regione,
quella stessa Regione contro la quale le farmacie stanno protestando (visto che l’Asl, in buona sostanza, può erogare ciò che l’Ente le trasmette), ha comunque l’obbligo di garantire – nei fatti- quell’assistenza sanitaria che Reggio dal 1° febbraio scorso non conosce più.
Esistono diritti che, al di là delle dinamiche conflittuali tra soggetti erogatori chiamati a garantirne la fruizione dei cittadini, devono essere, per l’appunto, fruiti dai cittadini.
Sempre e comunque, senza soluzione di continuità.
E di questo, in attesa di risolvere la situazione, deve farsi carico comunque l’Ente che, oltre ad avere la responsabilità economica per il funzionamento della Pubblica Amministrazione e, quindi, quella relativa al rapporto Asl-farmacie, ha comunque, e forse ancora prima, l’obbligo di garantire quella soglia minima di benessere sociale che trova nella distribuzione dei medicinali forse il presupposto principale.
Almeno su questo non è ammesso lo scaricabarile stucchevole e vergognoso al quale stiamo assistendo in questi giorni




