“Sono padre anch’io e non accetto simili tragedie”.
Così Agazio Loiero dopo la sconvolgente vicenda di Vibo.
Un' uscita sincera, forse ovvia, ma che sposta di poco le bocce di una partita drammatica, quale quella della sanità calabrese.
Ma certezze Loiero non ne ha, ed infatti chiarisce subito che “l’unica certezza che si sente di fornire è che il caso sarà trattato con una gravità estrema”.
Loiero, però, va oltre e sottolinea che “casi del genere, dove ha peso l’errore umano, possono avvenire ovunque, a Vibo come a Domodossola”.
Vero, verissimo, ma, come si dice in questi casi, purtroppo è la somma che fa il totale.
Perché l’errore umano di Vibo si somma alla bimba morta in ambulanza a Cosenza, all’agghiacciante relazione dei Nas, all’ospedale di Rogliano chiuso e riaperto in poche ore e, nel complesso, ad una sanità che in Calabria fa fatica a stare in piedi.
Né può tranquillizzare l’ennesima dichiarazione, stavolta del Ministro Turco, che ha preannunciato una task-force operativa per la sanità calabrese, soprattutto se affiancata al consueto atto di scarico delle responsabilità: “L’assessore Doris Lo Moro” – ha dichiarato il Ministro- “si sta muovendo con grande determinazione, ma è immaginabile quante resistenze incontri. Lì ci sono i poteri forti.”
“E poi” – ha proseguito Livia Turco- “scontiamo un’eredità pesante. Loiero sappia che il Governo gli è vicino”.
Ricapitoliamo: in Calabria si muore cercando un ospedale o si va in coma per una spina messa nel posto sbagliato, Loiero è vicino ai familiari della ragazza in coma ed il Governo è vicino a Loiero.
Non sarà che sono troppo vicini???
Un po’ di istituzionale e severo distacco nell’analisi della situazione non sarebbe meglio?
Giusva Branca




