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    Facce da derby

    golregginaokQuando nulla è scontato serve qualcosa in più.

    Quando la storia sembra andare in una direzione per farla girare necessita chi la storia è abituato a scriverla, più che a leggerla.

    Facce da derby, come quella di Nick Amoruso, vagabondo delle aree di rigore, già presente nel derby dello Stretto con entrambe le maglie ed in gol nella partita del 30 aprile scorso, quella che sancì la retrocessione giallorossa sul campo.

    Ma anche facce come quella di Riganò, siciliano di Lipari, al suo primo derby dello Stretto, ora che, sul finire della carriera, la ribalta della serie A arriva proprio con la maglia della sua terra.

    Oppure facce di chi non molla mai, di chi schiuma rabbia contro l'ingiustizia e che, palermitano verace, vive un derby nel derby, come Giacomo Tedesco.

    Ma anche facce come quella di Storari, che a Reggio amano come il fumo negli occhi, colpito (o sfiorato?) nella baraonda successiva al fischio finale del 30 aprile o come quella di Totò Aronica, anche lui già sulla sponda siciliana, dopo essere passato, tra l'altro, già una volta da quella calabrese. Anche lui di Palermo.

    Facce come quelle di mille e mille tifosi che tra qualche ora vedranno, come sempre, appannarsi la vista, aumentare le pulsazioni e sentire solo un gomitolo dentro.

    Perchè il derby non si vive nè con la testa, nè con il cuore.

    Il derby si vive con lo stomaco!