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    I nuovi termini del rapporto Turismo Territorio attraverso una didattica innovativa

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    di Francesco Bonsinetto* – Il Corso di Laurea in “Urbanistica”, che partirà con il nuovo anno accademico 2009/2010, presenta un’offerta formativa rinnovata per “assecondare”

     non solo le richieste riformiste del Ministero dell’Università, ma anche le nuove esigenze del territorio e per cogliere le nuove sfide della società globalizzata e del contesto euro-mediterraneo in cui viviamo.

    Tra i nuovi corsi attivati è estremamente attuale il Corso integrato di “Turismo e progettazione del territorio” di ben 8 crediti formativi universitari costituito dai due moduli di “Economia del turismo” (4CFU) e “Progettazione del territorio” (4CFU) che intende valorizzazione l’imprescindibile connubio tra “Turismo” e “Territorio” con particolare riferimento alla Calabria e all’area del Mediterraneo e ai diversi sistemi turistici che su di essa si affacciano. Il Corso intende valorizzare la progettazione, la promozione e la gestione di sistemi turistici con riguardo alle ricchezze naturali, culturali, ambientali e paesaggistiche presenti sul territorio oltreché favorire lo sviluppo delle competenze necessarie a consentire l’incontro tra la domanda e l’offerta turistica, enfatizzando la dimensione sistemica del “fare turismo” a livello territoriale ed il legame tra tutti gli soggetti pubblici e privati nella progettazione, promozione e gestione del “prodotto turistico”. Le connessioni tra turismo e territorio ormai sono sempre più evidenti ed è sempre più utile confrontare i modelli di “destination planning”, di “governance” e di “destination management” con il tema dello sviluppo, della crescita, della sostenibilità urbana ed ambientale.

    Negli ultimi decenni, lo sviluppo del turismo si è intensificato e diffuso enormemente a scala planetaria divenendo un potente propulsore di dinamiche di sviluppo territoriale oltreché una vera e propria forma di interazione interculturale. Un’evoluzione determinata da una serie di elementi tra cui il progresso tecnologico nei trasporti, l’importanza assunta dall’identità locale, importanti fattori economici ed innovativi sistemi di comunicazione come Internet che hanno contribuito a lanciare le pratiche turistiche nel mondo.

    Dal “Grand Tour” ad oggi molto è cambiato. La stessa evoluzione del turismo riflette per certi versi l’evoluzione sociale ed economica della città che viene “vissuta” e “consumata” secondo molteplici forme e modalità da parte degli incessanti flussi dei visitatori/turisti/abitanti. Per tale ragione, l’approccio urbanistico allo sviluppo turistico delle città diviene sempre più importante nel processo di pianificazione e organizzazione del turismo. Urbanisti, architetti, studiosi di città e turismo assieme agli amministratori pubblici dovrebbero porre maggiore attenzione su quest’aspetto. Troppo spesso si fa riferimento al “turismo” quale “risorsa” e “strumento” straordinario per sollevare le sorti di territori e città che – sebbene dotate di qualità urbane, naturalistiche e paesaggistiche, spesso d’eccellenza – non riescono a decollare e a dotarsi di un “progetto di futuro”. Ciò vale per la Calabria, ma si potrebbe dire per l’intero meridione, in cui esistono città che, per caratteristiche intrinseche ed estrinseche, sono indissolubilmente legate in vario modo ad una idea di turismo (Tropea, Amantea, Scilla, Soverato, Roccella, ecc) e che potrebbero avere una qualità di vita e urbana molto più elevata.

    Purtroppo, non tutti i luoghi possono essere considerati destinazioni turistiche e non tutte queste forme di cooperazione si traducono in veri e propri “sistemi”. Anche l’esperienza dei sistemi turistici locali va in questa direzione. Spesso il territorio viene offerto con la finalità di esperienze culturali che costituiscono banalmente nuove forme di consumo che danneggiano la risorsa territoriale e l’identità delle comunità locali. Ciò accade perché, in nome di un presunto sviluppo locale, il sistema degli interventi è concepito senza una reale integrazione tra territorio (visto banalmente come contenitore di cose, mero riferimento geografico) e soggetti (divenuti sempre più consapevoli e attenti alla qualità). In sostanza, anche nei Paesi del Mediterraneo, dopo decenni di turismo di massa, si sta delineando un nuovo modo di fruire e intendere il territorio che non può essere studiato soltanto secondo logiche economiche ma deve diventare oggetto della pianificazione territoriale.

    Infatti, il turismo non può essere “affrontato” solo dal punto di vista degli economisti o dei sociologi o dei geografi. È fondamentale approfondire il significato spaziale e territoriale dello sviluppo turistico che solo una disciplina come quella urbanistica può fare in maniera rigorosa e multidisciplinare. Gli urbanisti devono possedere le competenze necessarie per operare in ambito turistico superando la prospettiva settoriale a favore della prospettiva sistemica. Per tale motivo uno strumento “inedito” come questo Corso integrato – per la cui istituzione, come del resto per il completo rinnovamento dell’intera offerta formativa del CdiL si è speso molto ed in prima persona il suo Presidente e decano degli urbanisti della “Mediterranea” Prof. Enrico Costa – intende fornire agli studenti le competenze tecnico-specialistiche e gli strumenti analitici necessari per comprendere la complessità dei rapporti fra le attività turistiche e la pianificazione territoriale a livello nazionale, regionale e locale.

    Ma non solo. Uno degli obiettivi formativi è fornire una panoramica ampia ed articolata dell’evoluzione e delle potenzialità delle politiche turistiche e delle moderne tecnologie a disposizione (geoposizionamento satellitare, rilevamento, telerilevamento in tempo reale) per pianificare correttamente lo sviluppo turistico e consentire agli studenti e quindi ai futuri urbanisti di entrare in possesso degli strumenti culturali e tecnici per analizzare le risorse e le attrattive del territorio, per elaborare strategie di marketing territoriale, per la progettazione di sistemi di offerta sia a livello aziendale che di destinazione.

    È doveroso sottolineare che i vari protagonisti dei processi di sviluppo turistico stanno acquisendo sempre maggiore consapevolezza riguardo la “centralità” della componente spaziale/territoriale del prodotto turistico. Oggi il turismo è sempre più intimamente legato al “territorio” che con la sua armatura culturale e la sua complessità è divenuto un “prodotto” da offrire al visitatore configurandosi come la vera risorsa turistica di una destinazione. Il territorio ha una complessità che va trasformata in “valore” in quanto è il prodotto della cultura e delle dinamiche economiche di una società, della proiezione di immagini create da chi ci vive dentro (i residenti, le amministrazioni locali, le imprese) e da coloro i quali, dall’esterno, lo identificano, lo trasformano e lo “consumano” (i turisti, gli investitori, i media, ecc). Molti studiosi vedono il territorio come una “componente attiva” da coinvolgere direttamente nei processi di cambiamento che lo riguardano.

    Il territorio e le città sono i nuovi protagonisti del fenomeno turistico. Tuttavia il territorio rimane qualcosa di non chiaramente definito per molti pianificatori dello sviluppo turistico, sebbene ne intuiscano il forte richiamo in grado di influenzare la domanda di turismo culturale ed enogastronomico. Dunque, è evidente che, accanto a quello economico, politico, sociale e geografico, l’approccio urbanistico allo sviluppo del turismo sia essenziale per comprendere appieno la componente territoriale e lo spazio urbano su cui si innestano le funzioni e le attività turistiche.

    La speciale relazione “territorio-turismo” va declinata e approfondita maggiormente e spetta a questo Corso delineare questo ambizioso obiettivo: il territorio non è uno spazio vuoto senza senso, non è più il semplice spazio in cui si esplica l’attività turistica, non è un generico contenitore di risorse ambientali e culturali ma diventa il nuovo e vero protagonista del turismo, è un soggetto collettivo che agisce come un potente coordinatore e come contenitore di un diffuso capitale sociale e culturale, in cui le relazioni interpersonali e quelle delle imprese private con gli enti locali sono improntate a fiducia e collaborazione inter organizzativa.

    Sempre in merito al rapporto speciale che unisce lo sviluppo turistico e il territorio di riferimento, tecnici e amministratori dovrebbero dibattere e riflettere se sono le città che sfruttano il turismo per la propria crescita sociale, culturale ed economica o, invece, sono il turismo e i turisti/visitatori occasionali che sfruttano e depredano le città senza che vi sia un reale sviluppo del contesto urbano. Certamente molte comunità urbane devono una buona parte delle proprie fortune alle risorse ambientali, paesaggistiche, naturali che possiedono ed ai flussi turistici stagionali che ogni estate “consumano” tali risorse, spesso senza un attento controllo da parte delle autorità competenti. In ogni caso, l’immagine e lo sviluppo di talune città è strettamente dipendente dalla presenza di un fenomeno turistico che va studiato attentamente e gestito efficacemente soprattutto in relazione alla pianificazione urbana e territoriale.

    Lo sviluppo intravisto nel turismo sta ora stimolando la realizzazione, riorganizzazione e creazione di parchi, riserve, musei ed aree archeologiche. Per ottenere i migliori risultati le amministrazioni locali dovranno dotarsi di nuovi strumenti di pianificazione territoriale in cui, rispetto al passato, i beni culturali ed ambientali dovranno essere meglio tutelati e valorizzati al fine di poter costituire un’offerta turistica ed aumentare le possibilità occupazionali. Il perseguimento di uno sviluppo sostenibile del turismo ottenuto mediante la progettazione di itinerari e proposte di turismo rurale e culturale, diffuso e relazionale, potrebbe salvare dal danneggiamento e dal saccheggio almeno le risorse significative del territorio.
    In conclusione, affinché il turismo si configuri come un vero e proprio “volano di sviluppo” e rappresenti una componente strategica di pianificazione urbana, esso deve riuscire a proporre un’offerta competitiva che, soddisfacendo le aspettative dei visitatori, contribuisca, allo stesso tempo, allo sviluppo sostanziale della città e al benessere dei suoi abitanti.

    *Urbanista e Dottore di Ricerca in “Pianificazione Territoriale”, Presidente dell’ADI, Associazione Dottori e Dottorandi di Reggio Calabria, è Professore a contratto presso il Corso di Laurea in “Urbanistica”