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    Nuove proposte didattiche del Corso di Laurea della Mediterranea

    lungomarereggio

    di Franco Prampolini* – Nel ridisegnare il nuovo corso di laurea in Urbanistica, inserendo al primo anno di studi, e per la prima volta dopo 34 anni, quindi una novità assoluta, un corposo (16 Crediti Universitari)

     “Laboratorio di Rappresentazione e Modellazione

     del Territorio”, e discutendone con passione assieme al Presidente Prof. Enrico Costa che l’ha fortemente voluto assieme all’intero Consiglio di CdiL, non abbiamo valutato semplicemente le richieste dell’ultima, ennesima, riforma universitaria del passato recente, ma ci siamo concentrati anche sui nuovi significati che la disciplina assume nella vita attuale, sui nuovi strumenti che deve rendere disponibili per garantire sia l’efficacia dell’azione formativa sia il concreto contributo che oggi si richiede all’Università dal mondo del lavoro: non solo studenti “che trovano subito un posto …”, ma piuttosto esperti in grado di portare nel mondo delle professioni e della pubblica amministrazione quei contenuti nuovi e quelle motivazioni tecniche e civiche che sono alla base del buon governo.

    L’evoluzione delle tecnologie rende oggi la pratica delle tecniche analitiche, della fotogrammetria, della cartografia informatizzata e, più in generale, l’utilizzo dell’approccio numerico al problema del rilevamento e della rappresentazione del territorio alla portata, praticamente, di chiunque. L’impiego effettivo di tali metodologie resta tuttavia ancora confinato in ambiti specialistici.

    Il Laboratorio nasce per questo, per fornire una panoramica ampia ed articolata dell’evoluzione e delle potenzialità delle moderne tecnologie e rendere concreta la disponibilità delle metodiche moderne, basate, tra l’altro, sul geoposizionamento satellitare, sul rilevamento e il telerilevamento in tempo reale, sul progresso continuo della capacità di raccolta e trattamento analitico delle immagini e sulla modellazione logico/numerica.

    Queste competenze consentono di estendere la modellazione stessa del territorio, a qualsiasi scala operativa, verso la costruzione di Sistemi Informativi Territoriali fondati su strumenti GIS che rendono l’informazione immediatamente fruibile, cumulabile, confrontabile e utilmente orientata al supporto delle decisioni.

    Il controllo del territorio passa oggi necessariamente dalla condivisione delle decisioni a livello sociale. La partecipazione organica dei cittadini, singolarmente o in forma organizzata, al processo di pianificazione non è più, semplicemente, un giusto modo di intendere la democrazia, ma diventa parte integrante del modo stesso in cui la Disciplina Urbanistica si applica concretamente, una condizione indispensabile per l’efficacia reale del processo che va dal piano al governo del territorio.

    Per rendere effettiva la partecipazione occorre rendere disponibili, quindi, strumenti di conoscenza in grado di rendere leggibile il territorio: ecco allora la cartografia numerica tridimensionale, le foto aeree e quelle satellitari, i modelli digitali del terreno che consentono a tutti di “vedere” il mondo com’è, come sarà, e come potrebbe essere.

    Un Sistema Informativo Geografico (GIS) altro non è, in ultima analisi, se non un modello di rappresentazione del mondo reale, un modello che può essere condiviso a partire dalla sua “naturalità”, dalla immediata comprensione dei dati che le moderne tecnologie “orientate all’uomo” rendono oggi disponibile..

    Un Sistema Informativo Territoriale (SIT), basato su questi strumenti operativi, si radica nelle realtà locali e può rappresentare anche mondi futuri, nel momento in cui riesce a legare le varie componenti “umane” del sistema, a creare e progettare scenari di sviluppo.

    Così come gli altri insegnamenti del Corso di Laurea, il Laboratorio fonda i contenuti dell’insegnamento sulla concretezza di casi di studio e materiali che provengono direttamente dalle più recenti esperienze nazionali e, in particolare, calabresi, col fine esplicito di preparare gli studenti per il futuro lavoro, ma anche, prima di tutto, ad incontrare il territorio già durante il corso degli studi attraverso stage, tirocini, ricerche finalizzate che possono aprire un dialogo tra le parti ricco di potenzialità.

    In questa direzione, la disponibilità, nel territorio, di tecnici con una specifica preparazione teorico/pratica di livello adeguato, maturata anche attraverso non episodiche esperienze formative sul campo, può essere determinante, andando a costituire “l’anello mancante” per la piena maturità dei SIT, una generazione di specialisti che prima di essere “informatici” si sono formati sulle discipline di contesto e che hanno completato il loro iter “educativo” nei luoghi in cui diventano evidenti e concreti anche tutti quei problemi “umani” che, nei manuali, non riescono a trovare posto.

     

    *Professore Associato di “Disegno” e responsabile del “Laboratorio di Rappresentazione e Modellazione del Territorio” del Corso di Laurea in “Urbanistica”