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    L’urbanistica progetta paesaggi

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    di Paola Panuccio* – Il viaggiatore raccontava dei luoghi visitati, esprimendo le meraviglie delle immagini che si erano impresse nei propri ricordi sulla base delle sensazioni che questi riuscivano a produrre nel suo essere. Questo, per secoli, è stato il concetto corrente di paesaggio.

     

    Il concetto attuale di paesaggio è totalmente modificato: il territorio, spazio organizzato e costruito per accogliere le attività antropiche, si compone di variegati e mutevoli paesaggi. Questi non esprimono esclusivamente il bello, ma la vita che su di essi si imprime, conformando luoghi particolari che prendono forma, vita e colore dai passi degli uomini che quotidianamente li percorrono e necessariamente li modellano con le loro azioni, esigenze, aspettative, creando contesti territoriali più o meno belli, più o meno validi, più o meno dignitosi e coerenti.

    Il nuovo Corso di Laurea in “Urbanistica”, presieduto dal prof. Enrico Costa, ha inserito nel proprio rinnovato programma scientifico, percorsi formativi attuali affrontando (come disposto dal nuovo ordinamento universitario che perfeziona la precedente denominazione della classe di laurea inserendo il termine paesaggio) argomentazioni collegate alla tutela, valorizzazione e progettazione del paesaggio, fondamenti essenziali per conseguire il miglior governo del territorio.

     Ancora una volta gli orientamenti disciplinari emersi nelle attività di ricerca e svolte nei moduli didattici, oltre alle scelte culturali lungimiranti intraprese con quella determinazione arricchita da spregiudicatezza e volontà innovativa di sperimentare nuovi campi disciplinari, trovano conferme nel tempo, legittimando percorsi di indagine scientifica, attivati più che altro, dalla passione di studiosi impegnati in proprie ricerche specifiche.

    Da studiosa lavoro a questo tema da tempo, ma solo oggi l’attualità dell’argomento e l’inserimento di maggior numero di CFU all’interno dei corsi di studio consente di divulgare con maggiore autorevolezza le argomentazioni disciplinari tese alla pianificazione, progettazione e governo del territorio attraverso la progettazione di paesaggi di qualità.

    Paesaggio è, oggi, l’espressione a più dimensioni della complessità territoriale; è il visibile delle azioni naturali, storiche, antropiche che hanno costruito il territorio stratificandosi su di esso e lasciando tracce storiche e significati culturali su spazi dove si spende la vita quotidiana. Ogni individuo, nel tempo, ha contribuito a caratterizzare lo spazio fisico, assegnando senso e significati più o meno interessanti, tanto da imprimere identità al contesto e consentire la caratterizzazione e la trasformazione del contesto in luogo.

    Il paesaggio può essere progettato, può essere pensato e creato da un progetto così come indica la Convenzione Europea del 2000; occorre però che questi progetti siano coordinati e scelti dentro la struttura pianificatoria del piano urbanistico, che a diverse scale e livelli di incisione, provvederà alla tutela e valorizzazione perseguendo obiettivi di qualità e determinando così, territori di valore.

    L’evoluzione concettuale ha finalmente liberato il paesaggio dall’essere la sola immagine del bello o del naturale; esso infatti oggi, non rappresenta esclusivamente il parco o il bel panorama, ma il visibile risultante dalla sommatoria integrata dei processi naturali, storici ed antropici; è l’espressione di una concreta complessità tutta interna all’immagine, composta da elementi fisici, radicata in un contesto di appartenenza territoriale, che possiede un significato di vita, una motivazione di origine.

    La sola immagine non contiene il paesaggio perché non ha la capacità di dire nulla sulla sua storia, né di comunicare la sua essenza etica vitale. Ogni aspetto visibile racchiude in sé sia le cause formali, che i principi intelligibili; essi sono ciò che definiscono realmente e caratterizzano nella loro singolarità ogni forma di paesaggio. Materia fisica ed elementi invisibili animano i luoghi, li rendono unici, costituiscono le vere tipologie di paesaggio, rappresentano le risorse su cui incardinare gli strumenti urbanistici.

    L’immagine colta affacciandosi da un punto panoramico, testimonia lo stato di fatto come una pellicola superficiale che riporta uno spazio limitato per quel determinato tempo, ma non manifesta la complessità costitutiva del sistema, procreatrice di quella stessa immagine. Il panorama è la raffigurazione che riporta alla mente e agli occhi ciò che c’è dietro, questo sarà tanto più bello, quanto più gli elementi che lo compongono sono tra loro in equilibrio; di fronte allo stupore dell’immagine, occorre quindi ricordare, che dietro di essa, esistono più storie di vita e che anche ciò che non appare o che viene mitigato, collabora alla composizione di quel paesaggio, che non è necessariamente il bello o l’eccezionale, ma è soprattutto lo specchio degli ambiti di vita quotidiana, spaccati territoriali in cui coesistono varie forme di degrado che raccontano sui disagi e sulle incoerenze che l’urbanista, ha il compito di risolvere con i propri strumenti tecnici in modo da ricondurre, alla qualità etica ed estetica, il territorio.

    Ecco perché il paesaggio è progettato dalla disciplina urbanistica ed a pieno titolo, viene riconosciuto sia giuridicamente nei dispositivi di legge che inserito nella classe di laurea del nuovo ordinamento universitario, ma soprattutto è stato da sempre oggetto di attenzione disciplinare nel corso di laurea in “Urbanistica” della Mediterranea.

    L’apprezzata tradizione paesaggistica di matrice non urbanistica, che si è venuta creando presso la nostra Facoltà di Architettura, mentre si espanderà in una propria Laurea Magistrale, troverà un terreno di confronto culturale più che fertile all’interno del nuovo Corso di Laurea (triennale) in “Urbanistica” (Classe di Laurea L-21: “Pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica ed ambientale”) nel momento in cui, fin dall’imminente nuovo anno accademico, il filone paesaggistico vi confluirà a pieno titolo e con pari dignità. E, grazie alle positive sinergie, facilmente immaginabili, sarà un arricchimento per entrambi gli approcci culturali, quello dei paesaggisti e quello degli urbanisti, impegnati nella formazione unitaria di un pianificatore dalle numerose e complesse sfaccettature.

     

    * Ricercatore Universitario di Urbanistica, Docente presso il Corso di Laurea in “Urbanistica”