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    L’integrazione fra le discipline della geologia e della vulnerabilità per una città più vivibile e sicura

    pilonistretto

    di Enrico Costa* – Ancora un’impostazione innovativa al nuovo Corso di Laurea in “Urbanistica”.

     Non si spegne l’eco delle celebrazioni in ricordo del tragico terremoto di Reggio e Messina del 1908 nella ricorrenza dell’anno centenario,

     ed ecco la tragedia sismica dell’Aquila. Una coincidenza, con il ridisegno dell’offerta formativa, che non poteva essere ignorata, definendo uno spazio preciso, ed il più possibile integrato, nella formazione dell’Urbanista, alla “Geologia applicata alla pianificazione” ed alla “Vulnerabilità degli insediamenti urbani”.

    Ma non poteva bastare dare soltanto maggiore forza a queste discipline. Occorreva fare di più.

    Non è infrequente, infatti, nell’Università italiana riscontrare un affastellamento di discipline e di insegnamenti che si sovrappone alla chiarezza dei progetti formativi globali rendendoli talvolta poco intellegibili. Se così stanno le cose, manca spesso da parte degli studenti, necessariamente, la piena consapevolezza delle finalità formative delle singole materie che dovrebbero concorrere ad un profilo da presentarsi come pienamente delineato rispetto al mercato del lavoro, affacciandosi al quale il laureato in “Urbanistica” deve essere in grado di operare professionalmente in modo competente ed autonomo nel proprio campo specifico, rispondendo a molteplici esigenze nel settore della pianificazione e progettazione del territorio, della progettazione urbana, e degli interventi legati alla tutela e valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio.

    Nell’esperienza più che trentennale del Corso di Laurea in “PTU&A” (Pianificazione territoriale, urbanistica ed ambientale) si è cercato di evitare il rischio dell’affastellamento e della frammentazione disciplinare. Da oggi, nel ridisegno del progetto formativo, che tra l’altro ci ha spinto a ri-assumere la denominazione originaria di “Urbanistica”, e dovendo tra l’altro ridurre in modo drastico il numero degli esami da sostenere, si è scelta la strada di un’integrazione disciplinare molto spinta, attraverso il rafforzamento dei laboratori didattici e l’introduzione dei corsi integrati.

    Fra questi uno dei più significativi è il corso integrato di “Geologia e Vulnerabilità”, che comprende gli insegnamenti di “Geologia applicata alla pianificazione” e “Vulnerabilità degli insediamenti urbani”. Questa scelta è ulteriormente motivata dal fatto che nei moderni processi di pianificazione e progettazione urbanistica e nelle procedure essenziali di valutazione e di verifica di coerenza e compatibilità, irrompe la tematica dei rischi geologici e delle risorse geoambientali.

    Attraverso il corso integrato di “Geologia e Vulnerabilità” la sintesi fra le problematiche di “Geologia applicata alla pianificazione” e “Vulnerabilità degli insediamenti urbani” non viene affidata al singolo studente, ma viene guidata dai docenti di “Geologia e Vulnerabilità”, diventa prodotto comune, ma soprattutto metodologicamente condiviso, per una crescita congiunta in una prospettiva di piena consapevolezza da parte di tutti i soggetti, docenti e studenti, che partecipano al corso integrato.

    Nell’Urbanistica l’attività di progettazione va collocata in un campo d’azione specifico caratterizzato dall’interesse alla prevenzione, alla riduzione e al controllo dei rischi connessi a fenomeni geologici, nonché al controllo e mitigazione dell’impatto ambientale dovuto alle attività di trasformazione e gestione territoriale e urbana.

    L’Urbanista in formazione deve essere orientato con priorità sugli strumenti teorici, metodologici e procedurali, nonché operativi, e sui criteri che possono supportare l’azione di piano per affrontare la tematica del governo delle trasformazioni urbanistiche e territoriali sotto il profilo della compatibilità e della sicurezza. Gli va quindi mostrato quanto la valutazione strategica possa migliorare il processo di panificazione, diventandone elemento costitutivo, valutativo, gestionale e stimolando la pratica attuazione dell’attività multidisciplinare.

    Ma lo studente di “Urbanistica” deve, conoscere tanto i rischi geologici che le essenziali  georisorse, le procedure, le analisi di tipo geologico e geotecnico, e le complesse attività multidisciplinari necessarie per la loro identificazione e caratterizzazione, e per la valutazione dei profili di specifico interesse tematico disciplinare.

    Un Urbanista contemporaneo, e proiettato nel futuro, non può, in definitiva, non avere un’adeguata consapevolezza dei criteri geologici e geotecnici da seguire nell’ordinamento territoriale e nella progettazione urbanistica per evitare prevenire o controllare i rischi geologici, e per evitare, mitigare, controllare gli impatti ambientali. Parimenti deve conoscere i modelli, i quadri conoscitivi e le cartografie geotematiche più ricorrentemente utilizzate nella pianificazione territoriale e nella progettazione urbanistica, oltre alle procedure e metodologie di elaborazione. Essenziale è la conoscenza degli strumenti cartografici, specialmente di quelli deputati a funzionare come  indicatori geoambientali attendibili , e la capacità di valutarne scopi, utilità ed utilizzabilità nel momento in cui, nella pratica della progettazione urbanistica, si passa alle decisioni che riguardano sviluppo e sicurezza delle comunità coinvolte nell’assetto dei territori pianificati.

    La verifica di sostenibilità, sotto il profilo della compatibilità e sicurezza ambientale, di nuove strategie di analisi e progettazione che tengano conto della plausibilità delle trasformazioni, deve diventare prassi consolidata in una pianificazione territoriale ed in una progettazione urbanistica orientate in maniera innovativa allo sviluppo sostenibile, soprattutto quando un tale orientamento assume un ruolo fondamentalmente strategico.

    Ed è il caso di ribadire che un siffatto bagaglio di conoscenze e competenze deve essere fornito al futuro Urbanista, non solo per le esigenze della pianificazione di area vasta, ma anche, per quelle più specifiche connesse alla progettazione ex novo di insediamenti urbani e alla progettazione di interventi sugli insediamenti urbani esistenti indirizzati a migliorarne le caratteristiche di funzionalità, le condizioni di sicurezza e la sostenibilità urbanistico – ambientale.

    Adottando come metodo l’integrazione fra discipline, e quindi fra Geologia e Vulnerabilità, l’allievo può comprendere fin da subito il fatto che queste discipline insegnate in modo integrato, oltre che conferire nozioni di base, forniranno, attraverso la sperimentazione, il valore aggiunto della traduzione di sinergie disciplinari in spinta progettuale per una città più vivibile e sicura.

     

    *Presidente corso di laurea in Urbanistica Facoltà di Architettura Università “Mediterranea” di Reggio Calabria