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    Minima Immoralia – Il mistero della casa chiusa del Parco d’Aspromonte

    minimaimmoralia
    di Enzo Vitale – Casa del Parco, nome evocativo che genera immagini di accoglienza e ospitalità, di gentili hostess e desk attrezzati, di eleganti brochure ed esaustivi depliant:

    naturalmente a disposizione di turisti e villeggianti, soprattutto nel periodo estivo ma non solo, con un orario di apertura congruo fino a farsi continuato nei giorni di maggiore afflusso. Ovviamente questo ci si aspetterebbe da una struttura con cotanto nome, soprattutto se indicata in luoghi strategici con attraenti pannelli in legno.

    Mentre in altre località montane questa ovvia aspettativa si realizza come biglietto da visita con cui presentarsi al turista, a Gambarie ciò non accade e la latitanza del Parco Nazionale d’Aspromonte, manifestamente da sempre espressa, quest’anno si arricchisce di un’aura indecrittabile, misteriosa.

    Andiamo per ordine e cominciamo dalla latitanza, quella del Parco che non c’è o se c’è dorme: seguiamo le mosse dell’incauto turista o del soggiornante estivo di Gambarie che ha dato retta alle suggestive indicazioni e si è recato alla Casa del Parco. All’esterno del cancello vi trova affisso un avviso: “Aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 09:00 alle ore 13:00”. La Casa del Parco, quindi, unico punto di riferimento “certo” e regolarmente promosso dall’amministrazione, è rigorosamente chiusa tutti i sabati e tutte le domeniche, anche di agosto: va da sé che, cadendo il Ferragosto 2012 di mercoledì, anche nel giorno di ferie per antonomasia la Casa è rimasta chiusa.

    Per inciso si ricorda che questa è una caratteristica lavorativa dei luoghi: quando fu riattivata la seggiovia, il cui esercizio venne affidato a lavoratori socialmente utili del luogo, a Ferragosto rimase chiusa per far godere ai predetti la giornata di festività.

    In maniera stupidamente sindacale si potrebbe obiettare che il servizio informativo è svolto da personale dipendente e che questo, come tutti gli altri, ha diritto alla settimana corta con il sabato e la domenica liberi oltre alle altre festività infrasettimanali come il Ferragosto. A questa “scusante” si potrebbe contro-obiettare che il personale lo si dovrebbe far ruotare, dato che è risaputo che gli amministrativi parcaioli non sono soliti spellarsi le mani dal lavoro durante la settimana e che, per coprire il sabato e la domenica, una loro riduzione di organico dal lunedì al venerdì non sarebbe certamente avvertita in termini di riduzione di produttività.

    Con obiezioni e contro-obiezioni non ne verremmo fuori. Ma si dà il caso, però, che anche tra le 09:00 e le 13:00 dei giorni infrasettimanali l’incauto turista abbia spesso trovato la casa del parco chiusa. E ora come la mettiamo? Quale obiezione può essere opposta a questa constatazione? Come rispondere all’evidenza che c’è qualcuno che non fa ciò che dovrebbe fare?

    Ma smettiamo di rigirare il dito nella ferita, tanto sappiamo che i parcaioli sono altamente anestetizzati e non avvertono alcun dolore. Poniamo invece a essi una domanda: che ci fanno calzini e mutande e magliette appese ad asciugare in bella vista sul ballatoio del secondo piano della Casa del Parco, unitamente a una tovaglia da tavola compostamente adagiata sulla ringhiera del balcone del primo piano? Allora non è chiusa la Casa del Parco? È abitata abusivamente? E da chi? Chi vi dorme e mangia, facendo attenzione a non farsi scorgere dall’esterno?

    Quali misteri si celano dietro e dentro la Casa chiusa del Parco? Una struttura promossa quale punto di accoglienza per i turisti ridotta a punto di accoglienza per … ? Per chi? Chi si nasconde dietro le serrande sempre abbassate di quella che avrebbe dovuto essere una vetrina? Eppure nessuno vi bussa e sgattaiola guardingo all’interno dall’uscio appena questo viene socchiuso, nemmeno nottetempo. Qualcuno vi porta del cibo? E quando? Forse nelle fugaci aperture in cui si vede una Land Rover verde parcheggiata sul prato antistante l’ingresso? Nessun rumore strano ne esce di giorno né tantomeno di notte. Solo viene riferito di aver notato a volte di notte, dietro le serrande, una flebile e tremula luce di candela. Sarà vero? Comunque all’apparenza sembra tutto tranquillo e regolare, se non fosse per la biancheria intima messa ad asciugare, indice inconfutabile di uno o più soggiornanti. Misteri del Parco d’Aspromonte.

    P. S. Ultime news: alle ore 10:30 di venerdì 17 agosto la Casa del Parco, come nella maggior parte dei giorni di agosto, continua a essere rigorosamente chiusa; unica novità: il bucato asciutto è stato raccolto e sostituito con altri indumenti intimi da asciugare (per la cronaca calzini e slip, un paio dei quali sembrano femminili)  

    enzovitale@diarioreggino.it