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    Minima Immoralia – In attesa del nostro Rex

    vitalelogo

    di Enzo Vitale – Il primo di agosto del 1931 veniva varato nei Cantieri Navali Ansaldo di Sestri Ponente il transatlantico Rex:  dopo un allestimento durato poco più di un anno, veniva

    consegnato nel settembre del 1932 alla “Società Italia Flotte Riunite”. Nonostante si fosse in piena recessione, a poco più di due anni dal martedì nero di Wall Street, l’Italia investiva nella sua nave di punta che andava a occupare il terzo posto in grandezza fra le navi mercantili. Lungo più di 250 metri e largo quasi 30 con un’altezza che superava i 35, dotato di un mostro propulsivo da 136.000 cavalli, nel 1933 il Rex compiva il tragitto tra Gibilterra e New York in 4 giorni 13 ore e 58 minuti, alla velocità media 28,92 nodi, conquistando il Nastro Azzurro, il trofeo per la più veloce attraversata dell’Atlantico fino ad allora detenuto dal tedesco Bremen. Nel 1944,durante l’ultimo conflitto mondiale, il Rex venne affondato dall’aviazione britannica.

    Fine della storia? Non è così. Il Rex rinasce nel 1973 dell’Amarcord di Federico Fellini, con gente di Rimini stipata nelle barche in attesa del passaggio del mitico transatlantico. E come la Fenice dalla sue ceneri, ecco che – sotto mentite spoglie – sta per rinascere un’altra volta, nella nostra città, come illuminata dalla poetica mente del grande regista. 

    Con la notizia che grazie alla disponibilità del capitano Martinez, comandante della Capitaneria di porto reggina, si sarebbe dato l’abbrivio all’iter realizzativo di qualche centinaio di posti barca con pontili mobili addossati alla banchina di ponente, è stata data anche quella relativa all’approdo, nei prossimi mesi autunnali, della prima nave da crociera ai nostri moli.

    Dopo aver ritualizzato la “prima volta” con una festante cittadinanza fellinianamente meravigliata, cosa ci resterà? Dalle viscere del nostro Rex saranno vomitati nugoli di giapponesini con i portafogli traboccanti di yen che si riverseranno, dopo la prammatica visita ai Bronzi, per le nostre strade ad arieggiare le asfittiche attività commerciali? O saranno i rubli russi quelli che ossigeneranno l’economia? Quale che sarà la valuta usata, non sarà certamente una toccata e fuga crocieristica a cambiare il corso della nostra storia.

    Più che aspettare che la manna sia servita a domicilio, sarebbe opportuno andarsela a cercare. Per non parlare di aria fritta, quando si discute di Città Metropolitana dello Stretto ci si deve riferire a un’integrazione, fattuale più che formale, tra le città di Reggio-Villa e Messina: ovvero a un sistema urbano complesso in cui ruoli e competenze non siano duplicati ma reciprocamente valorizzati.

    In questo sistema, piuttosto che tentare di grattare un approdo zancleo dirottandolo su Reggio, sarebbe più utile e opportuno rivolgere l’attenzione alle masse di crocieristi che sbarcano a Messina: organizzando uno sfruttamento sistematico e capillare del loro tempo libero con l’offerta di pacchetti visita o soggiorno breve nella nostra città includenti, oltre all’entrata al museo archeologico, un tour della città con soste per shopping e ristoro.   
    Il peccato originale è stato e continua a essere quello di non aver saputo o voluto vedere un tantino oltre la punta del proprio naso e di non aver puntato alla creazione di un’unica autorità portuale dello Stretto: si è preferito un asse Reggio-Gioia / Crotone-Corigliano, che non ha senso da qualsiasi angolatura lo analizzi, a una costruttiva sinergia che realizzasse un sistema portuale integrato dello Stretto in grado di valorizzare le singole specificità dei vari “Demoi” in cui si riconosce la Città Metropolitana dello Stretto.

    Post Scriptum – In appendice riporto le dichiarazioni di Carmelo Capone, assessore alla mobilità del comune di Messina, rilasciate il 31 maggio in occasione della presentazione a Palazzo san Giorgio del progetto Musa:  “Non è possibile parlare di sviluppo se non con la collaborazione di tutti. Stiamo lavorando da tempo a un’Area integrata dello Stretto che metta insieme Messina, Villa e Reggio. (…) Messina è un luogo turistico importante che attira centomila turisti l’anno e l’obiettivo è includere in questo flusso il Museo di Reggio con i suoi Bronzi”. 

    enzovitale@diarioreggino.it