• Home / RUBRICHE / Lettere a Strill / Riforme Giustizia, idea folle ed insensata la proposta di soppressione della Corte d’Appello di Reggio

    Riforme Giustizia, idea folle ed insensata la proposta di soppressione della Corte d’Appello di Reggio

    Malgrado i segnali negativi e di protesta provenienti da ampi settori del sistema giustizia, si fa ugualmente strada l’dea folle ed insensata da parte della politica/politicante italiana sullo schema elaborato dalla commissione Vietti, di avviare il processo e l’iter di ridimensionamento e chiusura di alcuni importanti organi giudiziari italiani. Si tratta per lo più di uffici dislocati nei vari territori dello Stato, quali sedi importanti di alcuni capoluoghi italiani. Tra questi, è stata tirata in ballo in maniera inopportuna ed irresponsabile, anche la sede reggina della Corte di Appello. Una ipotesi azzardata, che dovrebbe gridare allo scandalo e non solo, per il mancato rispetto dovuto nei confronti di Reggio Città Metropolitana; sulla cui area territoriale di tutto il comprensorio dei circondari che ruotano intorno ad essa, risiede una popolazione di circa 600.000 abitanti. E senza contare che nell’intera regione dell’Area Metropolitana dello Stretto, di cui fa parte la provincia di Messina, risiede altrettanta popolazione e che insieme a quella di Reggio, superano entrambe il milione, fino a raggiungere quota 1.200.000 abitanti. Dunque, non se ne parli nemmeno. Una ipotesi di questo tipo – tagli o non tagli, frutto di pretesti vari ed infondati – è inaccettabile! Il ministro della Giustizia Orlando se ne faccia una ragione e rinunci a priori a riforme e leggi capestro, poiché non creda di poter trattare Reggio come se fosse un paesino sperduto di campagna o cose di questo genere. Bene fa il Sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà ad opporsi fermamente a qualsivoglia forma di declassamento (semmai servono ulteriori poteri e funzioni di rango alla Città) checchè ne possano pensare a Roma e dintorni, di trame e contro-trame da parte di spregiudicati fautori dello smantellamento dello Stato italiano, già ridotto a brandelli per via di politiche insensate e prese a pretesto, di improvvisazioni ed inadeguatezze sostanziali in diversi ambiti di proposta di riforme istituzionali. Pertanto mi unisco al volere ed all’appello del Sindaco Falcomatà ed anch’io affermo: “Sul nostro territorio devono crescere i presidi dello Stato e non viceversa”.

    Gianfranco Tauro