Riceviamo e pubblichiamo:In alcune aree l’erba è alta più di un metro. Poi ci sono le zone off limit, dove la vegetazione è talmente fitta da essere impenetrabile. La caccia ai tesori archeologici di Kaulon, “patria dei draghi e dei delfini”, è solo per autentici Indiana Jones, appassionati che non si fermano di fronte alla vegetazione che avvolge i monumenti. Un sito straordinario, ma anche una risorsa turistica e occupazionale, puntualmente sprecata, perché abbandonata al proprio destino. Resta in uno stato di squallore il meraviglioso sito archeologico messo in pericolo nei mesi invernali dalle fuoriose mareggiate che hanno colpito la costa jonica. Dopo le riuscitissime Giornate di Primavera del Fai, oggi, i visitatori che giungeranno sul tempio di Afrodite si troveranno di fronte uno scenario esattamente identico a quello che alla fine dello scorso mese di gennaio scandalizzò l’intera Nazione, scatenando una lunga sfilza di dichiarazioni di sdegno da ogni parte politica e giungendo a scomodare perfino l’allora Ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray, che telefonò tramite l’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri ai cittadini in presidio, promettendo un intervento immediato per la messa in sicurezza del sito. Intento al quale si aggiunse immediatamente anche la Provincia di Reggio Calabria, che
mise da subito a disposizione un fondo per rinforzare l’argine di fronte al sito e mettere in salvo il prezioso reperto. Ma ad oggi nulla di tutto questo è stato realizzato. Ecco il volto quotidiano di Kaulonia, come appare un giorno qualsiasi a un anonimo visitatore. Una realtà che cancella l’aurea ufficialità dei mille progetti locali, regionali e ministeriali annunciati negli anni, delle ricche sponsorizzazioni promesse e mai viste. Le erbacce ostacolano perfino l’accesso al sito. Qui, per chi è di casa, vedere l’erba alta è quasi normale. Cosa fa chi deve tutelare e salvaguardare il sito? Cosa fanno i solerti funzionari che criticano le visite dei non “addetti” ai lavori? Voglio trasformare il tempio dorico e le aree circostanti in un orto botanico? A loro “l’ardua” risposta, in attesa di “menti” migliori.
Elia Fiorenza









