Riceviamo e pubblichiamo: Il castello Murat e la Chiesetta di Piedigrotta a Pizzo Calabro sono patrimonio culturale di tutta la Calabria. Lascia interdetto la decisione presa dall’Amministrazione comunale di Pizzo Calabro di affidarne la gestione ad associazioni private. Non se ne capisce il motivo considerando che sono tra i monumenti piu’ visitati della nostra regione. Non c’è tour culturale che non ne preveda la visita. Tutti i maggiori tour operator nazionali ed europei hanno in programmazione una giornata di escursione o di sosta a Pizzo calabro per la loro vista e per la degustazione dei gelati artigianali. Nella mia attività di tour operator non c’è gruppo nazionale o estero che non visiti Pizzo calabro. Solo per il 2012, la mia piccola agenzia, ha fatto visitare Pizzo Calabro da quasi mille persone tra stranieri e italiani. Non si capisce che lancio promozionale o che efficienza maggiore puo’ garantire una associazione privata rispetto all’attività dell’ente pubblico. Dare pezzi del nostro patrimonio culturale alla gestione dei privati è sempre una scelta pericolosa e da soppesare attentamente. Se ci sono problemi di gestione del personale comunale, degli orari di apertura e di chiusura, di entrate scarse rispetto alla mola dei visitatori, il problema si risolve con una maggiore efficienza pubblica, non ci sono ricette miracolistiche del privato. La gestione privata del castello Murat fu adottata, nel passato da giunte di centro destra con risultati non certo esaltanti. Non si capisce perché una giunta di sinistra vuole ripercorrere quella strada. Purtroppo devo constare come ancora in parte della sinistra rimanga coriacea l’idea che il privato è salvifico e risolutivo d tutti i problemi. Poi nella nostra Calabria siamo tutti uniti in una sorta di rassegnato fatalismo. Nulla fa piu’ scattare l’indignazione pubblica. Il Museo Statale di Reggio Calabria è chiuso da anni, i Bronzi buttati a riposare a palazzo Campanella, l’area archeologica di Sibari, di Vibo valentia, di tanti altri meravigliosi posti, abbandonati a se stessi. Nulla smuove la nostra inerzia ,la classe politica calabrese di tutti i colori politici sembra preoccupata solo delle proprie sorti. Gli intellettuali calabresi sono dispersi, solo la stampa ogni tanto denuncia. E la Calabria va a remengo.
Pino Tassi
Tour Operator




