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Riflessioni su Tabularosa

29 Marzo 2012
in Lettere a Strill
Tempo di lettura: 2 minuti
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Una volta esisteva il corteggiamento, l’uomo, metteva in atto tutte quelle strategie che la sua mente creativa, sostenuta dalla spinta ormonale, gli consentiva, cercando di fare breccia nel cuore di una donna. Spesso non si accorgeva che la sua azione era stata attivata da uno sguardo, un gesto, una parola, che la donna maliziosamente gli rivolgeva e attribuiva il suo interesse verso quella donna, per delle caratteristiche peculiari che questa aveva, ignorando,

totalmente, che se la ragazza non avesse voluto, avrebbe smorzato immediatamente l’entusiasmo del corteggiatore. I giochi di sguardi che si rincorrevano, di parole allusive che si susseguivano, duravano a lungo, fino a che, complice la luna o il buio di sala cinematografica, s’incontravano le mani e poi le labbra, infine i corpi. Oggi, le cose sono cambiate, la donna è stufa di offrirsi all’uomo in maniera velata, ha preso consapevolezza piena del suo potere e lo esercita in tutti i modi e in tutti i luoghi possibili. Anche l’uomo è cambiato, il corteggiamento si esplicita nel riconoscere alla donna parità di diritti ed allora è una corsa continua verso manifestazioni pubbliche o private che ne attestino le qualità. L’uomo cerca così di “oggetualizzare” l’intelletto della donna, mentre prima era solo il corpo ad essere oggetto, ora, è la mente ad avere il sopravvento, la donna è capace di ragionare, di fare politica, di amministrare e tutto questo, l’uomo lo deve mettere in evidenza se non vuole soccombere e per cercare la parità, si offre disparità, si creano le “quote rosa” creando una divisione sempre più profonda tra i due sessi e nell’affermare la totale uguaglianza, si separano i confini in maniera netta, ghettizzando, seppure in maniera “elegante” il gentil sesso che se prima mostrava il corpo, oggi mostra la mente. Insomma, invece di cercare l’unione tra un uomo e una donna, si cerca la divisione, in tutti gli ambiti della vita, civile, familiare, professionale. Forse è un modo di difendersi dell’uomo? o è un modo di affermarsi della donna, in maniera diversa ma più efficace rispetto alle strategie del passato?

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