Riceviamo e pubblichiamo
Condivido in gran parte quello che scrive il dott. Callipo sullo spot che, anche a me, sembra proprio un flop colossale: la inimitabile bellezza dei Bronzi di Riace
sta proprio nella loro perfezione statuaria che coinvolge emotivamente l’osservatore per la bellezza e la compiutezza delle forme e la plasticità dei lineamenti.
L’animazione non produce alcun beneficio in termini di messaggio, ma anzi ridicolizza un opera secolare che ha proprio nella sua statica armoniosità il punto di forza estetico ed artistico.
Ma tant’è! Nell’era digitale anche la Gioconda in un recente spot è stata disprezzata con una animazione che la rende ridicola fino all’inverosimile.
Ciò che però diventa incredibile è che i Bronzi siano stati “animati” per rilanciare il turismo della nostra regione, che, giustamente come osserva Callipo, ha bellezze naturali e paesaggistiche che da sole costituiscono uno spot di forte impatto.
Va detto, però, che come l’architettura, l’arte e la musica contemporanee, anche la grafica pubblicitaria sta assumendo una connotazione dissacrante ed irriverente: vediamo palazzi senza porte, di forme non geometriche, ascoltiamo dissonanze musicali a volte disturbanti e osserviamo dipinti incomprensibili ed, a volte, malfatti , salvo poi a leggere critiche molto lontane dalla sensazione negativa suscitata nell’osservatore “da strada”, e così, forse, l’obiettivo del pubblicitario era proprio sfruttare la dissacrazione del bello e dell’armonico per colpire l’osservatore anche in negativo, giustificando con tale mezzo il fine da raggiungere.
Questa non vuole essere una giustificazione e nemmeno una condivisione, perché lo spot mi sembra proprio inguardabile e indigna non solo i puristi, ma ogni cittadino che, da quando sono stati trovati, ha considerato i due guerrieri, come l’emblema del rilancio turistico di una città e di una regione intera.
Dr. Giuseppe Messina




