Riceviamo e pubblichiamo
Gentilissimo signor Sindaco della città di Reggio Calabria,
Sono Massimo Occhiuto, la persona che ieri 4 giugno 2011 l’ha ripresa per un parcheggio senza alcuna forma di rispetto per i passanti.
Mi sono permesso di dirLe che, se anche Lei si concede queste libertà, allora la nostra città non ha più alcuna speranza.
A mio modesto parere chi, come Lei, ha responsabilità primarie per la propria comunità, non dovrebbe abbandonare quel rigore di cui tutta la popolazione avrebbe bisogno.
Viviamo in una delle città più belle del mondo, ma non sappiamo valorizzarne le bellezze, cediamo spesso alle lusinghe della comodità, non amiamo le regole o peggio le odiamo.
Eppure credo che il nostro sia un popolo che possa fare e tanto, lo ha dimostrato durante quel breve periodo battezzato dai più come la “primavera reggina”.
Ho vissuto, in quel periodo, lontano dalla mia città e quando tornavo per le vacanze, respiravo quell’aria fresca di cui Le parlo.
Sono certo che farà di tutto per rinnovare ciò che i reggini hanno saputo fare, ma mi permetta di darLe un consiglio: “agere sequitur esse”.
Sia intransigente prima con se stesso e poi con i suoi concittadini, ci faccia diventare un popolo, orgoglioso e rispettoso, si rispettoso nella terra del “rispetto”.
Massimo Occhiuto




