
Caro direttore,
Sono calabrese e Le scrivo da Milano.
Non Le scrivo per fare insensati paragoni e chiosare con inutili “si dovrebbe…”, ma scrivo per i) esprimere la mia indignazione ii) chiederLe di fare qualcosa.
Sono indignato perchè i calabresi nel mondo, cioè migranti, sono più dei calabresi in casa. Questo significa che i calabresi meno di tutti possono permettere- e ancor meno attuare- comportamenti razzisti.
Se quanto succede in queste ore a Rosarno fosse imitato dai belgi, dagli statunitensi, dai francesi, dai tedeschi.. molti nostri cugini e fratelli verrebbero impallinati come quaglie.
Le chiedo di aprire gli occhi perchè continuo a cercare notizie sulla mobilitazione della sinistra istituzionale reggina e calabrese in generale, ma non trovo niente, probabilmente perchè non c’è (siamo tutti uomini di mondo direttore, non mi aspettavo nulla di più in campagna elettorale su un tema così delicato).
Però questa è una notizia. Non agire a livello locale significa compiere un’azione ben precisa, lasciare che se ne occupi la Lega.
Ma la cosa non mi sconvolge quanto il fatto che nessun giornale se lo chieda. Non me lo aspetto dalla Gazzetta del Sud, non me lo aspetto dal Quotidiano, ma me lo aspetto da Lei.
Faccia qualcosa. Il ruolo di un giornale in questo momento è anche quello di sollecitare risposte doverose (costituzionalmente!!!!) da parte delle istituzioni, attraverso le domande.
Vada da Lo Iero, vada da Bova, vada da Morabito, insomma da chi vuole Lei, e chieda perchè diavolo non stanno prendendo una posizione forte.nei confronti di qualcosa di palesemente inumano e di cui la politica, e ancor di più la sinistra, dovrebbe avere orrore.
Dove sono gli onorevoli calabresi di sinistra che dovrebbero difendere i poveri migranti vittime della peggiore pseudo-cultura calabrese? Di cosa hanno paura? Di perdere qualche voto alle prossime elezioni?
Il mio lo hanno già perso e, sono convinto, anche quello di molti altri; a questi signori non rimane che salvare almeno la dignità, per poter guardare un domani i loro figli partire migranti, se lo vorranno, verso un mondo in cui nessuno si azzarderà ad impallinare un migrante.
Con stima
Alessandro Rotilio




